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Pisa

I dipendenti irrompono in consiglio provinciale

I dipendenti irrompono in consiglio provinciale

Si doveva votare il taglio di 250mila euro del fondo per il salario accessorio Aperta invece una mediazione, Filippeschi a caccia di risorse alternative

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PISA. Gli incontri tra i sindacati, il presidente della Provincia e i sindaci-consiglieri non sono riusciti a dirimere il braccio di ferro che dura da alcune settimane, ma almeno a mettere in stand-by la mobilitazione dei dipendenti provinciali contro il taglio del salario accessorio e a stemperare la tensione.

Ieri il consiglio provinciale avrebbe dovuto approvare il taglio retroattivo di circa 250.000 euro del fondo per il salario accessorio di gran parte dei dipendenti (escluse le figure apicali e dirigenziali), contenuto nell’assestamento al bilancio. Una manovra che ha fatto scattare la protesta delle rappresentanze sindacali e dei dipendenti provinciali che in decine ieri mattina hanno invaso i corridoi della sede di piazza Vittorio Emanuele in attesa del voto per «rivendicare la salvaguardia salariale e una giusta equità sociale».

«Non è giusto cambiare a fine anno le carte in tavola – contestano Cgil, Cisl, Uil e la Rsu dell’ente di piazza Vittorio Emanuele –. Il taglio, inoltre, che inciderà per circa 700-1.000 euro annui su ogni lavoratore (che da sei anni hanno il contratto nazionale bloccato) non tocca le figure apicali, né quelle dirigenziali. Anzi – proseguono i sindacati –, al segretario generale lo stipendio è stato addirittura incrementato. Si operano tagli a categorie di lavoratori già fortemente penalizzati negli ultimi anni, nonostante la produttività pro-capite sia aumentata a dismisura a causa del mancato turn-over e delle uscite per prepensionamenti e pensionamenti».

Durante un incontro con le rappresentanze sindacali, convocato in extremis dal presidente della Provincia Marco Filippeschi, l’ente di piazza Vittorio ha aperto ad una mediazione. Un tavolo trattante per cercare una soluzione meno traumatica, attraverso lo stanziamento di nuove risorse e la riduzione del taglio dal fondo dell’integrativo destinato ai dipendenti. Una soluzione provvisoria che Filippeschi, prima dell’inizio della seduta del consiglio provinciale, slittata di oltre due ore, ha comunicato anche a i tanti dipendenti assiepati nell’aula del consiglio.

«L’orientamento è quello di integrare le risorse previste con l’assestamento del bilancio. È una disponibilità che si realizza in modo molto risicata e difficile perché tenere il bilancio in equilibrio è molto complicato», sottolinea il presidente della Provincia, ricordando anche il possibile «dissesto indotto» a cui va incontro l’ente con il taglio di oltre dieci milioni di euro previsto dalla legge di stabilità.

«Bisognerà capire a quanto ammonta la cifra che verrà stanziata e a chi sarà destinata – concludono i sindacati –. Oltre ai tecnicismi non possiamo comunque accettare un taglio al salario accessorio dei dipendenti e l’incremento degli stipendi delle figure apicali. Tutti, in maniera progressiva, devono partecipare alle difficoltà finanziarie dell’ente, a partire dai dirigenti e dal segretario generale».

(d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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