Finanza
Al decollo verso lo sciopero
Mobilitazione contro l’esternalizzazione dello smistamento bagagli
PISA. «Una mobilitazione forte ed unitaria contro il tentativo di esternalizzare i servizi».
È quanto hanno chiesto i dipendenti dell’aeroporto Galilei di Pisa alle rappresentanze sindacali durante un’assemblea del personale convocata da Filt-Cgil, Uiltrasporti-Uil e Ugl-Trasporti per esporre ai lavoratori le iniziative e le conseguenze della decisione unilaterale di Toscana Aeroporti (la società nata dalla fusione delle vecchie aziende di gestione degli scali di Pisa e Firenze, Sat e Adf) di esternalizzare, a partire dal prossimo gennaio, l'attività di conduzione dell'impianto di smistamento bagaglio dello scalo pisano e il ricollocamento di una decina di lavoratori in altri reparti. A Firenze la società ha invece deciso di assegnare in appalto - tramite gara europea - il servizio di stivaggio bagagli (circa quaranta dipendenti coinvolti).
«La massiccia partecipazione dei lavoratori all’assemblea (quasi cento i dipendenti presenti, ndr) è un chiaro segnale di preoccupazione – sottolineano i sindacati –. La decisione unilaterale di Toscana Aeroporti potrebbe essere la prima di una serie di esternalizzazioni. Una manovra che rischia di mettere in discussione i livelli occupazionali, i percorsi di stabilizzazione del personale precario e potrebbe intralciare le nuove assunzioni».
I sindacati di categoria della Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno aperto a livello regionale le procedure di raffreddamento. Lunedì prossimo ci sarà il primo incontro tra l’azienda e le rappresentanze dei lavoratori, con questi ultimi che auspicano un ripensamento. «Altrimenti – dicono – non escludiamo la proclamazione di uno sciopero unitario dei dipendenti dei due aeroporti». A preoccupare i sindacati è soprattutto «il metodo e l’atteggiamento della società». «A pochi mesi dalla fusione delle vecchie aziende – accusano – e dopo aver sbandierato investimenti e grandi progetti, il primo atto della nuova società è stato l’affidamento di alcuni servizi ad aziende esterne, con un atteggiamento speculare a quello del governo, che non tratta con i sindacati».
La società ha infatti convocato le organizzazioni dei lavoratori solo per comunicare una decisione già presa e non avviare una trattativa. La risposta è stata la proclamazione dello stato di agitazione e l’unificazione delle due vertenze. Il prossimo passo potrebbe essere lo sciopero. (d.r.)
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