Attenzione
«Ma con scali equivalenti i rischi aumentano»
Il deputato Paolo Fontanelli: più esposti alla concorrenza, dubbi sulle compensazioni promesse
PISA. «Se il problema è tenere fede all’impegno di non mettere in concorrenza gli scali, la pista di 2.400 metri rilancia rischi e interrogativi. Con la pista da 2.000 metri, a Pisa saremmo stati più tranquilli».
On. Paolo Fontanelli, la svolta di Rossi non la sorprende...
«No, avendo posto la questione già mesi fa. Di fronte alle esigenze avanzate da Enac a sostegno dei 2.400 metri, è chiaro che sarebbe andata così. Anche se il Pit, che è un atto importante, è stato approvato con una previsione di 2.000 metri. Anche se qualcuno aveva detto che avrebbe fatto ricorso. Anche se ci sarebbe un problema di serietà nel rispetto degli atti di indirizzo».
Che rischi vede ora?
«Su due versanti. Ci sono i rischi dei quartieri fiorentini e della piana pratese in riferimento alle questioni di sicurezza e tutela ambientale. Poi ci sono i rischi di Pisa per la presenza di piste equivalenti. Il problema l’ha posto direttamente Ryanair: quando ci sarà la pista più lunga, hanno detto, valuteremo lo spostamento di voli su Firenze. E il mercato non lo fa Toscana Aeroporti, ma le compagnie».
Però, agendo sulle tariffe, il mercato può essere orientato dalle società aeroportuali...
«E se un altro vettore low cost, concorrente di Ryanair, decide di andare a Firenze, come faranno a dire di no agli irlandesi? Sarebbe un controsenso per un’azienda come Toscana Aeroporti».
Pisa riceve comunque contributi per opere molto attese come la tangenziale...
«Il tema del finanziamento della tangenziale nord-est è dell’inizio anni Duemila, con intesa sottoscritta anche dalla Regione per l’impiego delle risorse derivanti dalla privatizzazione del Galilei. Una previsione già acquisita, dunque, e semmai finora disattesa».
Ma i treni veloci?
«Che la linea Pisa-Firenze sia da potenziare è fuor di dubbio. Ma con la differenziazione degli aeroporti era un conto, con due equivalenti cambia parecchio. Se uno vuole andare a Firenze ci va direttamente, non ha bisogno del treno da Pisa. Che resta un grande tema per i pendolari. Invece non mi sembra un punto che serva a rafforzare le prospettive aeroportuali».
Firenze riceverà davvero i 150 milioni pubblici promessi?
«Lo Sblocca Italia ne ha assicurati 50 milioni, 100 sarebbero legati al G7 di Firenze nel 2017. Ma non so se ci siano più i tempi tecnici per i lavori. E allora i 100 ce li mette Toscana Aeroporti? Magari sì, però inevitabilmente parte di quei soldi arriverebbero dalle attività del Galilei». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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