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«Il Galilei non esce penalizzato investimenti milionari a Pisa»
Aeroporti: il consigliere regionale Antonio Mazzeo dopo il via libera di Rossi alla pista lunga di Peretola «Siamo al centro dello sviluppo toscano e arrivano i fondi per la tangenziale: risultato non scontato»
PISA. «Sgombriamo il campo da un equivoco: Pisa, all’interno dell’accordo di programma che siamo riusciti ad ottenere grazie all’impegno mio, di Alessandra Nardini, di Andrea Pieroni e al lavoro di tutto il gruppo del Pd in consiglio regionale, porta a casa l’impegno a finalizzare, insieme al governo nazionale, progetti che da anni erano solo buone intenzioni e che mai avrebbero potuto trovare realizzazione con le sole forze locali».
Antonio Mazzeo, consigliere regionale Pd e vicesegretario regionale del partito, non ci sta a certe ricostruzioni che vorrebbero Pisa e la costa penalizzate dal voto sulla nuova pista dell’aeroporto di Peretola, quella da 2.400 metri che avuto il via libera dal governatore Rossi contro la precedente previsione di 2.000.
Mazzeo, come si è arrivati al voto in consiglio regionale?
«Rossi ci ha presentato una comunicazione tecnica che abbiamo giudicato non soddisfacente. Con il capogruppo Marras, il presidente della IV commissione Baccelli e gli altri del gruppo Pd abbiamo fatto un grande lavoro per integrarla in modo tale che tutti i territori si potessero sentire rappresentati e tutelati, e perché si potesse arrivare in aula a un voto compatto, cosa non certo scontata visto quello che era accaduto nella scorsa legislatura. Un voto che garantisce la crescita di entrambi gli aeroporti».
Da più parti si dice però che Pisa ne esca penalizzata...
«Abbiamo ottenuto che ci fossero tutte le garanzie perché lo sviluppo del nostro territorio procedesse di pari passo con quello di Firenze. La tangenziale nord-est, la velocizzazione ferroviaria Firenze-Pisa-Livorno, il nuovo radar e la nuova aerostazione per il Galilei sono elementi di sviluppo o elementi di penalizzazione? Qualche progetto, da anni, viene sistematicamente usato in campagna elettorale, ma è poi rimasto sempre e solo su carta. Ora è il momento di concretizzarlo. La verità è che nell’asse integrato con Firenze, Pisa torna ad essere centrale nelle politiche di sviluppo della Toscana. Difendere strenuamente il proprio orticello, quello sì, ci avrebbe marginalizzati sempre di più».
Non teme quindi che il Galilei ne possa uscire più debole?
«Sia nel masterplan sia nel documento votato in consiglio ci sono elementi di estrema chiarezza: 7 milioni di passeggeri su Pisa e uno sviluppo improntato al traffico turistico e delle compagnie low cost, 4 milioni di passeggeri su Firenze con un orientamento prioritario verso i voli business. Abbiamo chiesto, e ottenuto, che venisse risottolineato l’impegno sulla monodirezionalità della nuova pista fiorentina e sulla chiusura di quella attuale con l’avvio della nuova».
Non teme nemmeno che Ryanair possa decidere di abbandonare Pisa per Firenze?
«Se quello è il timore si sappia che potrebbe farlo anche con la pista di 2.000 metri. Comunque Ryanair non ha mai detto che intende lasciare Pisa. E poiché il gestore aeroportuale è unico, non ci vuole molto a capire che non è certo nel suo interesse mettere in concorrenza i suoi due scali visti anche i cospicui investimenti sul Galilei. Piuttosto serve completare le infrastrutture alla velocità con cui stiamo ultimando il People Mover per scongiurare il vero rischio, vale a dire che Ryanair investa maggiormente su Bologna».
E con il Pit già approvato come la mettiamo?
«Sia chiaro: non abbiamo votato alcuna modifica al Pit. Anzi. Abbiamo chiesto un osservatorio che garantisca che la realizzazione della nuova pista nel rispetto pieno dell’ambiente e della sicurezza. Come consiglieri regionali abbiamo lavorato per portare sull’area pisana investimenti da decine di milioni di euro. Un risultato importante e scevro da posizioni preconcette o miopi. Sono sicuro che il tempo ci darà ragione».
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