La manifestazione
«Don Bosco da rifare è un ecomostro»
Visita al carcere del garante regionale dei detenuti Corleone «Sono troppi gli interventi da compiere: meglio demolirlo»
PISA. Un ecomostro. Una struttura che sarebbe meglio demolire. Sono questi i giudizi che ha espresso Franco Corleone sul Don Bosco.
«Troppi gli interventi che andrebbero fatti al carcere di Pisa, i locali avrebbero bisogno di una profonda ristrutturazione. Paradossalmente sarebbe meglio distruggerlo e ricostruirlo ex novo. Su questo edificio degli anni '20 pesa fortemente l'inadeguatezza delle strutture».
Si è espresso così il garante regionale dei detenuti, Franco Corleone commentando la visita effettuata ieri mattina al Don Bosco, insieme al garante dei detenuti di Pisa Alberto Di Martino.
«Inoltre - aggiunge Corleone - siamo in presenza di un ecomostro, un fortilizio iniziato e mai portato a termine che avrebbe dovuto ospitare il nuovo centro clinico».
Franco Corleone ha visitato la sezione femminile, maschile, penale e giudiziaria, il centro clinico e il polo universitario.
Il penitenziario di Pisa che ospita 277 persone, rispetto alla capienza massima di 219, delle quali 155 stranieri e 122 italiani, presenta «una situazione complessa e variegata».
Il trenta per cento dei detenuti ha una condanna per reati di droga connessi alla legge Fini-Giovanardi.
«Dovremo però approfondire - ha aggiunto Corleone - per capire se a loro carico gravino condanne per altri tipi di reato».
Corleone ha parlato anche della sezione femminile, che «accoglie 28 detenute su una capienza massima di 13 e che ha quindi problemi di sovraffollamento. In un paio di celle le detenute sono quattro, addirittura cinque. In qualche caso, la presenza di troppi letti blocca perfino l'apertura delle finestre. E poi, senza alcun rispetto della privacy, si sono mantenuti i servizi igienici a vista».
Riguardo al regime di semilibertà, «sono 21 - ha detto il garante dopo il sopralluogo all’immobile del Don Bosco - i detenuti che hanno un'occupazione fuori dal penitenziario, sono costretti però, quando rientrano nel carcere, a dormire in celle che risultano invivibili».
L'unico aspetto positivo evidenziato dal garante riguarda il «polo universitario, che funziona seppur con dei limiti. Può accogliere sedici detenuti, che sono costretti però a studiare sugli sgabelli. Pisa - ha concluso Corleone - che fa della bellezza la sua caratteristica, non può dimenticarsi del carcere».
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