Il Tirreno

Pisa

Omaggio sul ponte alle vite cancellate da 115 femminicidi

di Monia Badalamenti
Omaggio sul ponte alle vite cancellate da 115 femminicidi

La bandiera col simbolo femminile sventola sull’Arno per celebrare la Giornata contro la violenza

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PISA. Alle 16 in punto circa un centinaio di persone si sono ritrovate in Logge di Banchi per commemorare la Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza sulle Donne. Istituita dall'Onu nel 1999, la Giornata è dedicata ad iniziative di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Il gruppo verso le 16,30 si è raccolto in un cordone umano stretto in un lungo nastro rosso che ha marciato silenzioso disponendosi poi lungo il Ponte di mezzo. Alle spalle l'Arno scuro, sui cappucci e sulle giacche la pioggia. Infine, una bandiera col simbolo femminile è stata innalzata sul ponte. Un altro 25 novembre, un'altra Giornata internazionale contro la violenza sulle donne trascorsa all'insegna dei dati e dei numerosi nomi da ricordare delle donne morte, uccise dalla furia di un uomo. Nel 2014 sono 115 questi nomi, che a Pisa sono stati letti da un testimonial d'eccezione, Rino Gattuso, campione del mondo con la Nazionale di calcio nel 2006 e oggi allenatore del Pisa Calcio. Secondo quanto era previsto, all'iniziativa si attendevano - e si sono attesi per quasi un'ora e mezza - anche gli altri del Pisa Calcio, a cui però nessuno sembra avesse chiesto ufficialmente di fare da testimonial alla Giornata. Peccato. Per il freddo sofferto ad aspettare invano e per l'idea non realizzata di veder dichiarare una posizione pubblica contro la violenza sulle donne da parte di una squadra di calcio, sport seguito per lo più al maschile.

Nel silenzio dei cittadini accorsi a partecipare all'evento organizzato come ogni anno dalla Casa della Donna in collaborazione con il Comune di Pisa, i nomi di quelle donne e le loro storie hanno risuonato lancinanti. Dall'omicidio efferato al massacro fino al sequestro di persona e all'abbandono di un corpo gettato come spazzatura dentro un sacchetto di plastica, le storie di questa violenza sembrano non terminare mai e soprattutto sono inaccettabili. «Dobbiamo migliorare la nostra società – ha detto Gattuso ricordando che da quando è andato via a 12 anni nel suo paese d'origine in Calabria non è cambiato nulla – perché oggi ne abbiamo tutti gli strumenti». Tante cittadine e cittadini erano presenti ma anche numerose associazioni che operano sul territorio contro un fenomeno ormai divenuto una “piaga sociale”, come ha detto la presidente della Casa della Donna Carla Pochini, che ha continuato: «La Convenzione di Istanbul va rispettata perché ha sancito l'esistenza della violenza assistita, quella dei figli di quelle donne abusate».

Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presente alla commemorazione, ha detto: «Ogni anno a Pisa l'iniziativa su questa Giornata si amplia e si migliora e questo sottolinea l'attenzione verso un tema su cui lavoriamo e non vogliamo smettere di farlo». Ha parlato inoltre dei diversi settori in cui si manifesta l'oppressione della donna citando quella domestica in primo luogo e quella sul lavoro. Rassicurazioni poi alle associazioni che combattono in prima linea nonostante la Provincia, che ha in carico da sempre tali associazioni, non viva un momento prospero. Tra le organizzazioni partecipanti anche l'associazione che forma insieme alla Casa della Donna il nucleo storico del movimento femminile pisano “Donne in movimento”, che lavora sulla migrazione, contro la tratta in Toscana. Maria Sandoval, presidente, era lì alla manifestazione insieme ad una delegazione e a due donne in stato di assistenza che venivano dal Niger e chiedevano asilo. «Siamo portatrici di cultura – ha detto – creiamo la vita e trasmettiamo educazione e cultura da quando siamo madri fino a quando diventiamo nonne». Tutte, compresi i pochi uomini presenti, portavano un fiore, una gerbera rossa o gialla all'occhiello, fiori donati dalle donne di Coldiretti.

E a proposito di uomini, “Nuovo Maschile - Uomini liberi dalla violenza”, la voce dell'associazione dedicata agli uomini che maltrattano, era senz'altro opportuna. La sua vice presidente Desirè Olianas ha sottolineato come il contributo degli uomini sia fondamentale nel percorso di ricostruzione di una società diversa e migliore in questo senso. «Chiediamo politiche per il lavoro femminile e strutture di accoglienza comuni – ha affermato la responsabile del Centro antiviolenza della Casa della Donna di Pisa – molte donne non denunciano perché non sanno come poi uscire dalla loro situazione senza lavoro né casa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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