Gioco
Da cappellano del carcere a nuovo vescovo di Pescia
Monsignor Roberto Filippini, 67 anni, fu ordinato sacerdote nel 1973 È anche canonico della Primaziale e rettore del seminario di Santa Caterina
PISA. La nomina di papa Francesco è arrivata nella tarda mattinata di ieri. Monsignor Roberto Filippini, del clero dell'arcidiocesi di Pisa, docente e padre spirituale della stessa arcidiocesi e cappellano del carcere di Pisa, è il nuovo vescovo della diocesi di Pescia.
67 anni, originario di Vinci, don Filippini è stato ordinato sacerdote nel 1973 e attualmente ricopre anche i ruoli di canonico della Opera Primaziale Pisana, rettore del Seminario pisano di Santa Caterina e direttore dell'istituto superiore di Scienze religiose “Beato Stenone”.
Biblista e delegato diocesano per l'ecumenismo e il dialogo, anche membro del gruppo “Franz Jagerstatter per la non violenza”, ha compiuto gli studi di teologia alla Pontificia Università Gregoriana e si è specializzato in Scienze Bibliche al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Insegna teologia fondamentale ed esegesi del Nuovo Testamento presso lo Studio teologico interdiocesano e presso l'istituto superiore di scienze religiose.
«La sua nomina alla guida della diocesi di Pescia – ha spiegato il vescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto – suggella un percorso sacerdotale che ha fatto di don Roberto un punto di riferimento difficilmente sostituibile nella chiesa pisana per tantissime persone, sia all'interno del mondo ecclesiale, che all'esterno in ambito culturale, sociale, nel contesto delle relazioni ecumeniche e interreligiose, come nelle realtà laiche o addirittura estranee alla dimensione della fede».
«Don Roberto in oltre 15 anni di impegno in carcere – afferma il direttore del carcere Don Bosco Fabio Prestopino – è sempre stato molto presente con i detenuti diventando un punto di riferimento per l'intera comunità carceraria. Ricordo in particolare la straordinaria giornata di due anni fa quando don Roberto accompagnò una ventina di detenuti di Pisa e Pianosa in visita dal pontefice. Quella che doveva essere solo un'udienza pubblica si trasformò in un incontro privato con papa Francesco e in una speranza di riscatto per coloro che ebbero modo di scambiare qualche parola con il Santo Padre».
L'impegno sociale è quindi il principale tratto caratteristico di questo prete che nella sua lunga esperienza a Pisa ha saputo farsi apprezzare anche oltre i confini ecclesiali.
«È un uomo del dialogo – ha ricordato il presidente del consiglio comunale di Pisa, Ranieri Del Torto (Pd) – anche con i credenti di altre fedi, verso i quali, ha sempre dimostrato grande sensibilità e attenzione».
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