Sicurezza
Smarrite ossa di due donne, eredi risarciti con 50.000 euro
PISA. Smarrire chissà dove le ossa di due defunte al Comune costa 50.000 euro. È il prezzo pagato agli eredi delle due donne decedute nel 1983 e nel 1988 le cui spoglie sono sparite nel cimitero di...
PISA. Smarrire chissà dove le ossa di due defunte al Comune costa 50.000 euro. È il prezzo pagato agli eredi delle due donne decedute nel 1983 e nel 1988 le cui spoglie sono sparite nel cimitero di San Piero a Grado.
La cifra è il frutto di una transazione tra Palazzo Gambacorti e i tre eredi i due figli (Alberto e Francesco Cavallini originari di Lari ma il primo residente a Firenze e il secondo a Livorno) e al nipote (Alessandro residente a Livorno) di Marcella Pagni, deceduta nel 1988 (nel 1999 esumata) e tumulata nel camposanto pisano.
Dei 50.000 euro versati agli eredi, ora il Comune ne recupererà 15.000 (10.000 da UnipolSai e 5.000 euro da Generali) grazie alla copertura assicurativa.
I resti di Marcella Pagni e della mamma Cesira Giovanetti furono esumati e riposti in due cassettine nel febbraio 1999 perché dovevano essere riposti nel loculo di famiglia, nel cimitero di San Piero a Grado. Resti che alla fine sono spariti tra dimenticanze e superficialità di chi avrebbe dovuto occuparsi di quelle ossa con maggiore attenzione.
Due cassettine furono ritrovate in un locale del cimitero nel settembre 2005. Il 19 febbraio 1999 le salme di Marcella Pagni e di Cesira Giovanetti furono esumate e riposte negli ossari. Mamma e nonna avrebbero dovuto essere collocate nel loculo di famiglia, accanto al nonno. Solo che quando la tomba venne aperta i parenti scoprirono che i resti delle due donne non c’erano. Per anni i familiari avevano pregato davanti a una lapide dietro alla quale non c’erano Marcella e Cesira. Dopo qualche giorno nella camera mortuaria, fra pale, picconi, calce e sporcizia, furono trovate due cassettine. Su una si leggevano ancora il nome e cognome della nonna Cesira. Dalla rabbia alla denuncia con inevitabile strascico in Tribunale per una richiesta danni che si è conclusa con una transazione a 50.000 euro, di cui 15.000 versati dalle due compagnie assicuratrici. Con la non trascurabile certezza, pari al dolore per i familiari, che le ossa di Marcella e Cesira sono sparite.(p.b.)
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