Il Tirreno

Pisa

Sicurezza, il prefetto: «Telecamere hi-tech e videoanalisi sui dati»

Per Visconti servono accessi a banche dati internazionali L’anagrafe della videosorveglianza promossa da Tagliente

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PISA. «Serve un progetto di “mura virtuali”: un sistema di telecamere ad alta definizione, e che “dialoghino” tra loro e con le banche dati internazionali, per monitorare i punti di accesso alla città più frequentati. Per questo occorre collaborare anche con l'assessorato regionale alla Sicurezza».

È la proposta del prefetto Attilio Visconti, dopo i recenti attentati terroristici di Parigi.

«Pisa - aggiunge Visconti - però non è all'anno zero. Anzi è un'esperienza pilota seguita dal Viminale perché già dal 2013 ha istituito l'anagrafe della videosorveglianza urbana per censire e mettere a disposizione delle forze dell'ordine una banca dati con le circa 1500 telecamere pubbliche e private sparse sul territorio provinciale. Ora però necessaria una fase due: un potenziamento dei software di videoanalisi per consentire di identificare i volti dei potenziali terroristi o pregiudicati già inseriti in una banca dati internazionale». Visconti conclude sottolineando che «sollecitiamo costantemente gli enti preposti a darci comunicazione di quante sono, e con quale qualità, le telecamere dislocate sul territorio, soprattutto nei luoghi dove hanno sede i cosiddetti obiettivi sensibili».

Attualmente nella zona della stazione ferroviaria ce ne sono 16, una delle quali sull'asse che conduce all'aeroporto, dove ce ne sono altre 60, mentre sono 15 le telecamere che sorvegliano piazza dei Miracoli e 70, senza contare quelle dei privati, nell'area del centro storico.

Nel 2013 a proporre l’anagrafe della videosorveglianza su l’allora prefetto, Francesco Tagliente che ora spiega: «All’epoca fu progettata anche la fase due, quella della video-analisi per prevenire e contrastare eventuali atti terroristici, in attesa di attuarla non appena vi fossero state risorse economiche disponibili». Aggiunge l’ex prefetto: «Si riduce il carico di lavoro delle forze di polizia a beneficio della sicurezza generale, perché permette di disporre di un'informazione completa e immediata sulla dislocazione delle telecamere pubbliche e private censite. Tutti i dati concernenti le relative coordinate geografiche sono stati inseriti in una mappa geo-referenziata e raccolti in forma anonima, a disposizione esclusiva della prefettura e delle forze dell'ordine che possono verificare all'istante l'ubicazione delle telecamere, contattare i proprietari dell'impianto e farsi consegnare le registrazioni in breve tempo». Tagliente inoltre sottolinea che «a Pisa avevo già progettato l'evoluzione del piano con il quale sarebbe stato possibile, grazie a un software di ultima generazione, passare in rassegna milioni di fotogrammi e individuare veicoli e individui sospetti. Questi sistemi possono consentire l'immediata identificazione per via telematica di tutti i volti dei potenziali terroristi, che appaiono in una telecamera, se preventivamente 'caricati' in una banca dati internazionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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