Attenzione
Operaio a processo per la morte in auto di un ex insegnante
Accuse di omicidio colposo e guida sotto effetto di droghe Vittima dello schianto un maestro elementare in pensione
VECCHIANO. Omicidio colposo con l’aggravante dello stato di alterazione provocato da sostanze stupefacenti.
C’è un imputato per la morte del maestro in pensione, Antonio Satariano, deceduto a 56 anni nella notte tra il 9 e il 10 agosto 2011 sul viale Amedeo vicino al campo sportivo di Nodica per le lesioni riportate nello schianto tra la sua auto e quella condotta da Johnny Bernardini, 25 anni, operaio, residente a Vecchiano.
Bernardini deve difendersi dalle accuse di aver guidato a una velocità sostenuta e di essersi messo al volante della sua Ford Fiesta sotto effetto di droghe. Controllato in ospedale dopo l’incidente, il giovane venne trovato positivo ai cannabinoidi.
Il processo, davanti al giudice monocratico, Donato D’Auria, è stato rinviato all’ottobre 2016. La moglie e il fratello di Satariano si sono costituiti parte civile con gli avvocati Giacomo Ciardelli e Sabrina Antongiovanni.
Satariano, conosciuto insegnante elementare, era andato in pensione da pochi mesi. Aveva accanto la moglie quando al volante della sua Peugeot 106 perse la vita nell’impatto con la Fiesta guidata da Bernardini sulla quale si trovavano tre passeggeri.
L'auto su cui viaggiava Satariano proveniva da Migliarino ed era diretta verso Vecchiano. Stando ai riscontri della Procura la Ford Fiesta avrebbe invaso la corsia opposta, a un’andatura non proprio moderata, andando a schiantarsi contro la Peugeot del maestro.
All’arrivo delle ambulanze Satariano era ormai deceduto, ferita la moglie. Tre dei quattro giovani della Fiesta finirono in ospedale con Bernardini sottoposto ai vari test al termine dei quali fu accertata l’assunzione di droga leggera. Una quantità sufficiente per far scattare una denuncia di guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti in aggiunta all’omicidio colposo.
Antonio Satariano era molto conosciuto a Nodica dove risiedeva fin da quando aveva quattro anni. Negli anni Ottanta era stato consigliere comunale come indipendente nelle fila del partito repubblicano. In paese era ricordato come un uomo colto che amava il suo lavoro di insegnante.
Per tanti anni aveva aveva fatto il maestro alle elementari di Pontasserchio. A giugno era andato in pensione. Neanche due mesi e quel maledetto schianto se l’era portato via.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
