Il dolore
Ladri di api a San Rossore: due colpi in un mese
SAN ROSSORE. Rubano api. E arnie. Furti e danni. Un fenomeno in crescita, che preoccupa non poco gli apicoltori professionisti. Che presentano denuncia, ma non riescono quasi mai a tornare in...
SAN ROSSORE. Rubano api. E arnie. Furti e danni. Un fenomeno in crescita, che preoccupa non poco gli apicoltori professionisti. Che presentano denuncia, ma non riescono quasi mai a tornare in possesso di quanto viene loro sottratto. Furti che sempre più spesso infliggono un danno economico, talvolta pesante, a chi li subisce. Come è capitato ad un imprenditore di Rosignano - Luca Ascione - che con Sara Pescia gestisce la Mieleria Toscana di Vada. Un'impresa ben avviata, con meno di dieci apiari distribuiti lungo la costa e nell'interno e 200 alveari, che produce una bella varietà di prodotti come il miele di girasole e di edera creato nel parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Due colpi a distanza di quattordici giorni l’uno dall’altro. «Il primo furto è avvenuto verso metà settembre - racconta Ascione - nell'apiario che ho nell'area di San Rossore. Mi hanno aperto quattro arnie, hanno rubato il contenuto - le api - e portato via i telaini. In pratica sono rimasti solo i contenitori. Dopo un paio di settimane sono tornato ed i ladri avevano portato via il contenuto di altre due arnie e ne avevano rovesciate sei. Un bel danno considerando che senza la regina, in un periodo che non è quello di primavera, la colonia di api non ha più le condizioni per mantenersi». Ascione ha presentato denuncia al comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Pisa.
A quanto ammonta il danno? E quante sono le api rubate? «Non si può quantificare il numero - spiega Ascione -. Spesso si legge di migliaia di api rubate, ma il calcolo viene fatto seguendo quanto dicono certi manuali di apicoltura». In linea di massima un arnia può contenere da 15mila a 90mila api.
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