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Pisa

L’occupazione stavolta è... delle divise

L’occupazione stavolta è... delle divise

9 volanti e un blindato per la conferenza stampa dei comitati contro l’esposto del sindaco

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PISA. Questa volta l’atrio del Comune è stato “occupato” da decine di agenti delle forze dell’ordine, in tenuta antisommossa e non, schierati all’interno e all’esterno di Palazzo Gambacorti, il cui accesso è rimasto alcune ore parzialmente chiuso. Nove volanti (di polizia, carabinieri e polizia municipale) schierate in piazza XX Settembre e un blindato della polizia parcheggiato nelle strade limitrofe completano l'ingente dispiegamento di forze dell’ordine messo in campo per controllare e prevenire eventuali intrusioni dei circa trenta fra militanti di Prendocasa e attivisti dei Comitati dei quartieri popolari che ieri mattina si sono riuniti nella piazza antistante Palazzo Gambacorti. Non un presidio di protesta, né una manifestazione, ma una conferenza stampa per rispondere all’esposto presentato alla Procura della Repubblica dal sindaco Filippeschi dopo l’occupazione, con tanto di effrazione del portone, dell’ingresso del Comune da parte degli attivisti dei quartieri popolari, che lo scorso 13 novembre decisero di terminare a Palazzo Gambacorti - poi sgomberato dalle forze dell’ordine non senza momenti di tensione - una manifestazione partita dal quartiere di San’Ermete per chiedere risposte concrete all’emergenza abitativa.

«Un atto dovuto», ha spiegato il primo cittadino qualche giorno fa annunciando la denuncia contro ignoti per invasione di edifici pubblici e danneggiamento aggravato. «Un atto di chi ha paura», rispondono invece i movimenti per il diritto all’abitare. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) la militarizzazione del Comune è il segno di chi non vuole confrontarsi con i cittadini e di chi cerca di mettere sullo stesso livello i poveri con i criminali», aggiungono, invitando ad aggiungere all’esposto «i nomi e cognomi» delle persone che hanno manifestato. «Le stesse – continuano – che da tempo attendono un alloggio e che oggi si trovano escluse dalla graduatoria per l’assegnazione della casa popolare (che sarà pubblicata il 3 dicembre, ndr) perché non è stato riconosciuto il punteggio per lo sfratto per morosità incolpevole». Una graduatoria «illegittima» secondo i militanti di Prendocasa e dei Comitati di quartiere che, in assenza di soluzioni concrete, si dicono pronti ad «aprire le case di Bulgarella». «È necessario – concludono - che la commissione territoriale per il contrasto del disagio abitativo del 3 dicembre chieda la proroga della sospensione degli sfratti (il 5 scade il differimento della Prefettura e il Comune ha già chiesto di prolungarlo, ndr) accompagnata però da una serie di interventi per lenire l’emergenza abitativa, a partire dal recupero degli alloggi pubblici vuoti e con l’avvio di una trattativa con i grandi costruttori affinché le case sfitte vengano messe a disposizione dell’Agenzia Casa, per assicurare una sistemazione alle famiglie che non possono accedere al mercato privato».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Pisa