Sicurezza
Bullismo, troppi a rischio alle scuole Fucini
Lo dicono i risultati dello studio condotto in cinque anni di attività dal Centro di ascolto San Marco
PISA. Cambiano i tempi e i modi, ma il problema più radicato tra i giovani in età scolare rimane sempre quello del bullismo. È quanto è emerso ieri mattina dal bilancio sui primi cinque anni di attività nell'ambito del disagio giovanile del centro di ascolto San Marco alle Cappelle. «Ci sono effettivamente dei problemi di relazione tra i nostri giovani – ha spiegato Paola Viegi, presidente del centro – e quello del bullismo è il più tangibile, sul quale bisogna intervenire subito, o questi bimbi saranno degli adulti disadattati».
Dati alla mano, il fenomeno riguarda soprattutto gli adolescenti: nell'ultimo anno sono stati infatti 52 quelli a rischio effettivo o potenziale, inseriti dai volontari in laboratori sulle emozioni e sull'educazione alle giuste relazioni. Si tratta per la maggior parte di giovani mandati dall'Istituto Comprensivo Fucini, con il quale il centro parrocchiale collabora da diversi anni.
«La scuola ha bisogno di lavorare in sinergia con altri enti per intervenire sul fenomeno, perché il bullismo oggi viene esercitato soprattutto virtualmente». È quanto ha affermato la dirigente del Fucini Fernanda Ricci, preoccupata per l'influsso negativo che applicazioni e social network possono avere sui giovani di oggi. «Noi siamo intransigenti, il cellulare a scuola non va usato, pena la sospensione, ma a casa non possiamo intervenire».
Sono invece una ventina i bambini che i volontari hanno seguito nel 2015 per il recupero scolastico, interessati da difficoltà di apprendimento e di relazione. Di questi, un terzo frequenta le scuole elementari, il resto le medie. «Spesso queste problematiche sono collegate a situazioni che i ragazzi vivono in famiglia – ha sottolineato Paola Viegi – Laddove viene meno un genitore, quando c'è una separazione o subentrano difficoltà economiche, i primi a risentirne sono i più piccoli». Sempre a detta del dirigente scolastico del Fucini, i risultati finora raggiunti sono positivi, sia sul piano didattico che su quello formativo, merito soprattutto della formula utilizzata dal centro di ascolto: quella di giovani che aiutano altri giovani. «I volontari dello sportello sono dieci studenti, e in essi i nostri alunni hanno trovato dei punti di riferimento, fondamentali nel passaggio delicato da bambini ad adolescenti che si registra alle scuole medie».
Estendere il proprio supporto anche alle superiori è uno degli obiettivi rincorsi dai responsabili del centro, in quanto permetterebbe loro di continuare a seguire i ragazzi con i quali hanno iniziato un percorso. Per farlo, però, è necessario espandere ulteriormente la rete di collaborazione. Oltre al Fucini, partner del San Marco sono anche la Società della Salute Zona Pisana e l'associazione Casa della Città Leopolda. Insieme a questi, il centro di ascolto ha presentato ieri la giornata solidale “Gioventù bruciata”, in programma alla Stazione Leopolda venerdì 27 novembre alle 16: un'occasione per fare il punto su quanto è stato fatto in questi anni. «Realtà piccole ma importanti come quella di San Marco non vanno lasciate da sole – ha concluso l'assessore Sandra Capuzzi – ma va portata avanti l'idea di un quartiere senza limiti territoriali, che si responsabilizzi nei confronti del prossimo».
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