Finanza
«Meno auto in città e più scambiatori»
L’assessore Forte: così verso il nuovo piano della mobilità
PISA. «Si avverte il bisogno di un forte cambiamento culturale, che viaggi insieme a scelte importanti e di sistema, per una mobilità nuova anche a Pisa che è una città europea: la nostra realtà deve superare le politiche di fluidificazione del traffico e puntare a politiche di diminuzione delle auto, oltre che di forte e netta riduzione della velocità sulle nostre strade». A parlare è Giuseppe Forte, assessore alla mobilità. Il Comune va verso il nuovo piano del traffico. Ne anticipiamo alcune linee.
Assessore, ci faccia capire meglio cosa intende per “rivoluzione”...
«Gli studi ci dicono per esempio che la maggior parte degli spostamenti interni (pisani su Pisa) sono in media di 2 km, per percorrere i quali in media ci si impiega 18 minuti. Con politiche diverse e scelte diverse le strade, che sono elementi di connessione sociale, possono diventare più fruibili e vivibili, e dunque si può spostare una grande fetta dei percorsi fatti in auto su mezzi diversi».
Quante auto o comunque mezzi privati entrano in centro ogni giorno?
«I rilevatori posti ai varchi indicano 67.000 veicoli come media: sono tanti».
E allora a cosa state pensando come soluzione numero uno, realizzabile senza attende i super progetti come filovia o tangenziale nord-est?
«Per gli spostamenti verso Pisa dall’area pisana e dalla provincia è il momento di rinforzare il lavoro sui parcheggi di scambio e relativi servizi. E questo a maggior ragione visto che entro il 2016 avremo un nuovo parcheggio a Pisa sud servito dal PisaMover».
Oltre a Pisa sud, dove ipotizzate di mettere parcheggi scambiatori?
«Si ragiona, a nord, sulla zona dei Passi. A est invece sulla zona di Riglione».
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Meno auto significa più pedoni, più biciclette, migliori servizi dei bus pubblici?
«Certamente. Ma anche, per esempio, più spostamenti e tragitti condivisi verso i luoghi di lavoro. Quello che si chiama car pooling».
Per un cambiamento culturale avete intanto lanciato un appello agli altri enti locali: ci spieghi...
«Nei giorni scorsi è stato avviato un tavolo che ha l’obiettivo di condividere un lavoro comune sul tema. Questo a partire dai dipendenti pubblici: sono oltre 18.000 nel territorio comunale. Un grande flusso continuo. Cui si aggiunge l’elevato numero di studenti».
Nei giorni senza scuola, Pisa sembra una città molto meno caotica...
«Chiederemo alla scuola un contributo di idee per favorire il raggiungimento dei genitori: in effetti, entrata e uscita dalle scuole oggi rappresentano un problema non secondario».
Con questo tavolo comune a cosa puntate?
«A fare un’analisi su larga scala delle abitudini e delle esigenze, condividendo metodi e strumenti. Dobbiamo essere in grado di attirare risorse anche regionali per investirli in incentivi all’uso delle bici o agli spostamenti a piedi».
A proposito di trasporto pubblico locale, è preoccupato per gli sviluppi della gara regionale?
«Siamo nel corso di un cambiamento comunque storico. C’è quindi la preoccupazione normale legata ai grandi cambiamenti, ma che possono tramutarsi anche in nuove opportunità. Nella gara regionale il Comune ha inserito nuove tratte e nuovi chilometri».
Lei dice: usare di più le biciclette. Ma cosa pensa dell’attuale sistema di piste ciclabili?
«Sulle piste ciclabili in due anni si vedrà la realizzazione di opere fondamentali come il tratto urbano per Cisanello, la ciclopista dell’Arno da Pisa a Marina e quella da Riglione a Pisa, passando per la progettazione definitiva e successiva costruzione del ponte ciclopedonale sull’Arno. Ma al tempo stesso dobbiamo anche favorire la ciclabilità, aumentando la sicurezza per pedoni e ciclisti».
Lungarni chiusi in un futuro: ci crede davvero?
«Tema importantissimo. Intanto ho chiesto agli uffici che si facciano approfondimenti per modificare sostanzialmente il trasporto pubblico locale in centro attraverso modifiche e razionalizzazione dei percorsi esistenti. L’obiettivo è un servizio continuativo e puntuale lungo l’Arno in grado di intersecarsi con i quartieri».
Su cosa si basa questo tentativo di razionalizzazione?
«Rendere i tragitti dei bus più contenuti. In questo modo se ne aumenterebbero frequenza e puntualità. Per raggiungere centro e lungarni si utilizzerebbero più volentieri i mezzi pubblici».
A quando un nuovo piano complessivo della mobilità?
«L’obiettivo è quello di realizzarlo entro il 2016. L’attuale è del 2011. Coinvolgeremo i cittadini. I quali, probabilmente cedendo qualcosa, anche le abitudini sbagliate, potranno regalare una città migliore per i propri figli ed i propri nonni».
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