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Pisa

Violenza sulle donne la crisi economica accentua i problemi

Violenza sulle donne la crisi economica accentua i problemi

Presentati i dati della zona pisana: aumentano le richieste di un lavoro e di ospitalità, ma anche le denunce

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PISA. Tornano ad aumentare le denunce, mentre la crisi porta disoccupazione e mette le donne più in difficoltà. In occasione del 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle Donne, il Centro antiviolenza dell’associazione Casa della Donna e la Rete interistituzionale e delle associazioni contro la violenza alle donne hanno presentato: “Un anno di violenze nella zona pisana: dati novembre 2014-ottobre 2015».

Hanno partecipato Sandra Capuzzi, assessore alle politiche sociali e presidente della Società della Salute della zona pisana; Marilù Chiofalo, assessore alle pari opportunità; la presidente della Casa della Donna Carla Pochini; la coordinatrice del Centro antiviolenza Giovanna Zitiello; Mojgan Azadegan, coordinatrice del progetto regionale Codice Rosa Aop; Giuseppina Trimarchi, responsabile consultoriale-SdS; Anna Maria Mengue, Donne in Movimento; Riccardo Guercio, associazione Nuovo Maschile.

«Dal primo programma “Non da sola” sono passati dieci anni - dice Pochini -. Un decennio in cui è molto cresciuta nella nostra zona la conoscenza del problema della violenza di genere e circa 2.500 donne hanno trovato ascolto e sostegno per ricostruire un nuovo progetto di vita. Un percorso in cui il centro antiviolenza ha avuto un ruolo centrale ed ha trovato la dovuta attenzione ed il necessario impegno da parte delle istituzioni. Purtroppo lo stesso non è avvenuto a livello nazionale: nonostante l’Italia sia stata tra i primi Paesi a sottoscrivere la Convenzione di Istanbul, il piano nazionale sottovaluta il ruolo dei centriantiviolenza e l’enorme lavoro che svolgono, e non prevede finanziamenti diretti».

Riguardo ai dati, si registra uno stabilizzarsi del numero delle donne che si sono rivolte al Telefono Donna (217), ma un aumento di quelle che chiamano per chiedere un’opportunità di lavoro o di ospitalità (15%), individuando nella Casa della donna e non solo nel centroantiviolenza una possibilità di aiuto. E’ una conseguenza della crescente povertà, quella che rende le donne più fragili e ricattabili: infatti il dato della disoccupazione continua a crescere, dal 30% dello scorso anno al 44% (e solo il 21% delle donne ha un contratto a tempo indeterminato). I maltrattanti, per il 65% partner e per il 25% ex, hanno invece situazioni più stabili: il 66% ha un lavoro e il 43% è considerato un insospettabile. Un dato che sembra incoraggiante è un leggero aumento delle denunce, dopo una flessione dal 25 al 21% registrata lo scorso anno: sono il 28%.

Presentati poi i dati del Codice Rosa, del Consultorio e delle associazioni Donne in movimento e Nuovo Maschile. Tutti gli interventi hanno ribadito la necessità di rilanciare il messaggio “Non da sola” alle donne vittime di violenza e di diffondere le informazioni sui servizi, ma per aiutare le donne a decidere di dire “basta alla violenza”, è urgente - è stato detto - ampliare le azioni e attivare interventi concreti per creare le condizioni per scegliere: quindi politiche per il lavoro, per la casa, a sostegno delle reti solidali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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