Sicurezza
Abusivi, giro d’affari da 150 milioni di euro
Dalla merce contraffatta agli alcolici, fino a sagre e fiere
PISA. «Prendiamo spunto dall’ultima vicenda di piazza dei Cavalieri, con la nostra provocazione della sua chiusura per impedire gli effetti peggiori della movida, per lanciare un nuovo allarme sull’abusivismo commerciale in città e in provincia. Fenomeno che va dalla merce contraffatta (borse, orologi, occhiali) fino a quello ancor più fuori controllo delle bevande alcoliche, senza dimenticare home restaurant, guide turistiche ed anche sagre e fiere. Stiamo parlando per Pisa di un volume d’affari di 150 milioni annui», dice al Tirreno Marco Sbrana, direttore Confesercenti Toscana Nord, che riapre con forza la questione dell’abusivismo commerciale sulla base di uno studio commissionato dalla Confesercenti nazionale e calibrato sulle singole province. Uno studio presentato dal presidente regionale Nico Gronchi che, a suon di numeri, traccia un profilo davvero disarmante.
«Sono mille i modi in cui si può esercitare l’abusivismo commerciale o approfittare di regimi fiscali super agevolati - spiega Sbrana -. Un fenomeno che in questi anni ha assunto proporzioni colossali, arrivando, secondo la ricerca di Confesercenti, ad un giro d’affari annuo di oltre 21 miliardi di euro in Italia e in Toscana vicino al miliardo e mezzo. Siamo di fronte a numeri impressionanti e in costante crescita, una piaga alla luce del sole che troppe volte facciamo finta di non vedere. Borse, occhiali, ma anche oggetti elettronici venduti illegalmente ovunque. “Hotel fai da te” messi sù nelle seconde case o in appartamenti sfitti, vendita di alcolici nelle piazze, anche ai minorenni, ambulanti irregolari, sagre più o meno fittizie. E ancora offerte e vendite on line di articoli di moda da privati non autorizzati». Pisa in questo panorama ha numeri paragonabili a quelli di Firenze. Ancora il direttore di Confesercenti Toscana Nord: «I dati a Pisa sono allarmanti, paragonabili ad una grande città come il capoluogo di regione. La nostra indagine si è focalizzata in particolare su due aspetti che in città sono i più evidenti: merce contraffatta e alcolici. A Pisa operano, in difetto, da 150 a 180 abusivi in maniera costante e organizzata, si presume che l’evasione annuale sull’imposta sul reddito oscilli tra i 2 ed i 4 milioni di euro; quella sull’Iva tra i 1,220 milioni ed i 2,260, quella delle tasse locali (suolo pubblico e rifiuti) tra gli 800.000 ed il 1 milione e 300.000 euro. Unendo poi le mancate contribuzioni assicurative e previdenziali si arriva ad un totale che oscilla tra i 5 ed i 9 milioni annui di evasione. Solo il fenomeno della vendita abusiva di alcolici nel centro storico muove un giro di affari annuo tra i 130 e 150.000 euro: in pratica il fatturato lordo di un pubblico esercizio di medie dimensioni, ma per gli abusivi è guadagno puro».
Sbrana lancia l’allarme anche su un altro aspetto, quello della contraffazione on line: «6 siti su 10, di cui non siamo in grado di capire la gestione (spesso all’estero) propongono oggetti contraffatti in vendita, dall’abbigliamento all’elettronica al farmaceutico (un antibiotico è quello più gettonato). La rete facilita la proposta di questi prodotti perché non specificano la qualità della merce, utilizza canali non rintracciabili e quindi non contestabili». Ma a preoccupare sono anche le nuove frontiere dell’abusivismo, a cominciare dal settore del turismo: «Negli ultimi anni bar e ristoranti stanno subendo il fenomeno dilagante di sagre, feste di paese, home restaurant, circoli privati o associazioni. Si tratta, in parte, di forme alternative alla ristorazione nota, ma che a differenza di queste non sono disciplinate da leggi e normative vincolanti. Colpito anche il settore delle agenzie di viaggio e delle guide turistiche - conclude Sbrana -, abusivismo in entrambi i casi che crea danni di immagine e abbassa la qualità del servizio. Tutto questo in cifre vuol dire per la provincia di Pisa circa 4 milioni di mancato gettito fiscale per quanto riguarda sagre e fiere e 3 milioni e mezzo per circoli, associazioni culturali e guide turistiche non autorizzate». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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