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la novità: per il catasto leopoldino il terreno non È del comune

Piscina abusiva, servono nuovi atti

Piscina abusiva, servono nuovi atti

PISA. Una storia che sembra essere senza fine. E con non pochi colpi di scena: cambiano le situazioni ma l’amministrazione comunale tira dritto per la propria strada. Parliamo della piscina abusiva,...

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PISA. Una storia che sembra essere senza fine. E con non pochi colpi di scena: cambiano le situazioni ma l’amministrazione comunale tira dritto per la propria strada.

Parliamo della piscina abusiva, scoperta all’inizio della scorsa estate in un terreno a ridosso del camminamento murario di via San Zeno.

Dopo non poche vicissitudine - legate anche a questione burocratiche - il Comuen fece un sopralluogo E, sibito dopo emise un’ordinanza di demolizione di quel manufatto ritenuto costruito su terreno di proprietà comunale.

Adesso c’è un fatto nuovo. I proprietari, responsabili della costruzione della piscina con vista sulle Mura in via San Zeno, hanno fatto ricorso al Tar chiedendo la sospensiva per la demolizione.

E, intanto emerge un altro particolare: di chi è la terra su cui è stata edificata la piscina?

Per il Catasto il terreno in questione risulta essere del Comune di Pisa che, in quanto tale, ha fatto gli atti per la demolizione.

Una ricerca, sollecitata dai proprietari, mette in luce che, secondo il Catasto Leopoldino, la proprietà sarebbe di chi vi risiede e non del Comune.

Questo cambia una parte dello scenario. Se non altro per la parte burocratica.

Lo spiega l'assessore Serfogli: «Comunque stiano le cose, la sostanza non cambia – dice l’amministratore comunale – Anche su terreno privato, l'edificazione della piscina risulta irregolare. Sarà comunque necessario rifare gli atti, mentre si aspetta il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale».

Pronunciamento che presumibilmente non ci sarà, avendo il Comune annullato l'atto in autorealizzazione.

Il Comune ha notificato la sospensione dell'atto, fatta in autorealizzazione alla Procura della repubblica.

E a questo punto dovrà rifare da capo gli atti, cambiando la forma (dovuta alle novità sulla proprietà di quel terreno di via San Zeno), ma non certo per il suo contenuto. Lo ha detto chiaramente Serfogli: la piscina lì non si sarebbe potuta fare. E, per il Comune, va demolita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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