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Nuovi orari di lavoro in corsia: «Salteranno i servizi»

Nuovi orari di lavoro in corsia: «Salteranno i servizi»

L’Europa chiede di applicare le regole degli altri paesi: medici e infermieri non potranno superare le 13 ore

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PISA. Arriva una rivoluzione per gli gli orari di lavoro negli ospedali e i servizi sanitari rischiano di andare in crisi. Dal 25 di novembre i riposi del personale, medici e infermieri dovranno durare almeno 11 ore. Non solo. Non si potranno oltrepassare le 48 ore a settimana.

Effetto di una sentenza della Corte europea che ha interrotto una serie di deroghe partita nel 2003. Risale a quell’anno infatti la direttiva con cui l’Ue dettava ai sistemi sanitari dei paesi membri le nuove regole sugli orari. Qualche giorno fa è arrivato l’allarme dell’Anaao. Secondo il sindacato dei medici ospedalieri con il nuovo regime potrebbe collassare l’operatività di tutte le «chirurgie, le maternità, le pediatrie, il 118 e il pronto soccorso». Motivo? In questi reparti gran parte del personale è abituato a fare turni molto lunghi.

«È da tanto tempo che mettiamo in guardia le autorità sanitarie - ha dichiarato qualche giorno fa Carlo Palermo, responsabile Anaao - La direttiva europea che introduce gli orari è del 2003 e quindi c’erano tutte le possibilità da parte di chi amministra la sanità di prepararsi a questo appuntamento». Oggi, in alcuni reparti si superano anche le 18 ore consecutive. Succede a chi lavora di notte, a chi è reperibile e rientra per un’urgenza, a chi è costretto a interventi complessi e molto lunghi. Ma continuando così salterà il nuovo limite di durata del lavoro, al massimo 13 ore consecutive, e allo stesso tempo si riduce il riposo. È stata l’Europa a chiedere all’Italia di rispettare le nuove regole di orario degli altri Paesi nel campo dell’impiego pubblico. Da noi però è stato a lungo rimandato l’avvio della riforma. Inquadrando i medici come dirigenti, l’Italia sperava di poter essere esentata. In realtà i nostri camici bianchi timbrano il cartellino e alla fine è arrivata una procedura di infrazione europea. L’anno scorso il governo ha recepito con una legge la direttiva e il nuovo corso entra in vigore adesso. Impossibile tornare indietro, anche perché sono previste varie sanzioni per chi non si adegua. L’Aoup, proprio in questi giorni, sta riorganizzando i calendari.

Per il sindacato degli infermieri Nursind è uno sforzo inutile. «La Toscana soffre già di una pesante carenza di personale infermieristico - dice Giampaolo Giannoni, coordinatore regionale del Nursind - servirebbero 7.000 infermieri in più per allinearci alla media europea». Non solo. «In questo scenario - prosegue - la Regione Toscana ha di fatto bloccato la graduatoria Estar per l'assunzione di personale infermieristico, mentre la riforma del sistema sanitario prevede ulteriori tagli del personale: circa 1.500 'esuberi' stimati tra medici e infermieri. Ma la razionalizzazione non ha impedito alla Regione di rinnovare le convenzioni con il privato per 250 milioni di euro per i prossimi tre anni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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