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«Il Comune unico? Pisa ci fagociterà, non lo vogliamo»

«Il Comune unico? Pisa ci fagociterà, non lo vogliamo»

Sindaci e vicesindaci dell’area pisana dicono no alla fusione «Con la città metropolitana perdiamo identità e risorse»

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VECCHIANO. Troppi rischi di venir fagocitati. Da chi? Dalla città universitaria, dalla città deIl’aeroporto, da quella della movida, da quella del turismo, dell’ospedale e della classe dirigente dominante. Troppo concreto, chiarisce ad esempio Franco Marchetti, vicesindaco di San Giuliano Terme, il pericolo di un «vulnus della rappresentanza democratica». Velleitaria l’idea di trarre risparmi o vantaggi economici da una fusione che non fonderebbe nulla, «visto che già su rifiuti, acqua, servizi sociali, educazione i piani sono già integrati su larga scala», dice invece il padrone di casa, Giancarlo Lunardi. Insomma, se una cosa si è capita dal dibattito organizzato dal sindaco mercoledì sera nella sala consiliare di Vecchiano è che il “Comune unico dell’area pisana”, rilanciato alcuni giorni fa anche dal prefetto Attilio Visconti, non si farà. Non lo vogliono i sindaci dei municipi che dovrebbero aderirvi. È il messaggio almeno che hanno mandato ad Ylenia Zambito, assessore all’urbanistica di Pisa invitata a discutere del progetto di unione. Ed è anche il messaggio arrivato da gran parte dei presenti. Sala gremita da più di cento persone e atmosfera calda, dove si sono stati contrapposti due punti di vista agli antipodi: quello favorevole e quello contrario alla sua istituzione. Oltre a Lunardi e Zambito erano presenti il sindaco di Vicopisano Yuri Taglioli ed il vicesindaco di San Giuliano Terme Franco Marchetti. L'assessore Zambito, nel corso del dibattito, ha sostenuto la tesi che l'istituzione di un comune unico con Pisa capofila rappresenterebbe la possibilità di attrarre maggiori risorse economiche, soprattutto per i grandi progetti strategici finanziati dall’Ue, oltre che un importante occasione per accorpare i servizi per i cittadini, abbassandone i costi. «La costituzione di un’area metropolitana - ha detto Lunardi - comporterebbe per i cittadini un allontanamento dal cuore istituzionale che governa la vita amministrativa della comunità». Il primo cittadino di Vecchiano, inoltre, ha sottolineato che il Comune Unico rappresenterebbe «la perdita dell'identità» dei comuni più piccoli a vantaggio del comune capofila. «La redazione del Piano Strutturale d'area, ad esempio, è un lavoro di sintesi dove confluiscono i contributi di tutti i comuni dell'area pisana, compresi quelli più piccoli; se vi fosse il Comune Unico lo strumento innegabilmente risentirebbe, in via prioritaria, delle esigenze del comune capofila». Sulla stessa lunghezza d'onda Taglioli ed il vicesindaco di San Giuliano Terme Marchetti, che, nei loro interventi, hanno anche sottolineato gli svantaggi ai quali andrebbero incontro i territori più piccoli, non ricompensati neppure da un ritorno economico per la cittadinanza, e le difficoltà operative e pratiche nel giungere alla costituzione di un unico grande ente. «La riforma delle Province, ad esempio, ha dimostrato, per certi versi, che alcuni cambiamenti istituzionali sono di complessa realizzazione e, talvolta, se non ben attuate, possono togliere servizi ai cittadini, invece di migliorarne la qualità della vita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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