Sicurezza
Ex Zetaplast, c’è la possibilità di reintegro
Per i 54 dipendenti licenziati in estate si apre uno spiraglio per la riassunzione nella nuova azienda
SAN GIULIANO. Dopo il licenziamento, il possibile reintegro. Dalle ceneri dell'Industria stampaggio polimeri di Migliarino, attualmente in liquidazione, è nata la Zetaplast Italia srl e per i 54 lavoratori impiegati fino alla scorsa estate nello stabilimento di via Nuova si apre uno spiraglio per la riassunzione. I sindacati (Cgil e Cisl) e i vertici della nuova società che si è insediata a Vecchiano stanno predisponendo un programma per la ripresa delle attività e per la riassunzione di tutti i lavoratori – o comunque della maggior parte - raggiunti lo scorso agosto dalle lettere di licenziamento.
La Zetaplast Italia srl, succursale della Zetaplast Italia spa di Anagni (Frosinone) dovrebbe occupare l’intera struttura dove fino a pochi mesi fa era attiva l'azienda leader nella produzione di manufatti in plastica e prodotti per la depurazione delle acque. Nelle ultime settimane si sono succeduti vari incontri con la società subentrata. «L’obiettivo – spiega Domenico Contino della Filctem-Cgil di Pisa - è definire un percorso che porti alla ripresa delle attività e, gradualmente, alla riassunzione di tutto il personale licenziato». Per lo stabilimento di via Nuova si tratta di una sorta di ritorno al passato. La Zetaplast è stata infatti attiva nel comune di Vecchiano fino al 2013, quando ha smesso ogni attività a seguito della cessione del ramo d'azienda all'Industria stampaggio polimeri. Da qualche settimana è rientrata in possesso dello stabilimento, chiuso la scorsa estate. La nuova azienda ha provveduto già alla riassunzione di una decina di ex dipendenti della vecchia società con l’obiettivo di ripristinare e preparare la struttura alla ripresa delle lavorazioni, le stesse effettuate dalla Industria stampaggio polimeri. La tempistica per la riaccensione dei macchinari è legata soprattutto alla possibilità di ricevere una linea di credito dalle banche. «Secondo la società - prosegue Contino - il mercato dei prodotti che saranno trattati e realizzati nello stabilimento di via Nuova consente l’assorbimento dell’intera forza lavoro impiegata dall'Industria stampaggio polimeri, ma per la ripresa delle lavorazioni occorrono anche favorevoli condizioni economiche».
Danilo Renzullo
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