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E l’Ocse si affida al Sant’Anna

E l’Ocse si affida al Sant’Anna

I “bersagli” del Mes usati per dare le pagelle alla sanità di 11 Stati

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PISA. Dall'Austria al Messico, dagli Stati Uniti alla Francia un filo conduttore lega i sistemi sanitari di undici paesi stranieri: è la misurazione delle loro performance attraverso il metodo del "bersaglio" progettato dal Laboratorio di Management e Sanità (MeS) della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa diretto da Sabina Nuti, un metodo già adottato dalla maggior parte delle regioni italiane. Fu la Regione Toscana a sceglierlo per primo come sistema di valutazione degli ospedali. Ma come funzionano i bersagli? Il sistema elaborato dal Mes incrocia alcuni indicatori determinati attraverso interviste agli utenti, e dunque si configurano come pagelle stilate in base alla soddisfazione personale, e dati su prestazioni fornite dagli ospedali nei vari reparti: attese, lavoro di squadra, chiarezza delle informazioni, coinvolgimento e umanità delle equipe mediche e infermieristiche, ma anche numero di prestazioni, standard organizzativi e assistenziali. Ogni punteggio una freccia che colpisce un bersaglio colorato, dal verde scuro per fare "centro" al rosso per chi finisce fuori pista, sull'anello più esterno. Oggi il metodo del "bersaglio" esce dai confini italiani e viene utilizzato a livello internazionale dall'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) per valutare le performance dei sistemi sanitari di 11 Paesi in tutto il mondo: Austria, Cile, Canada, Finlandia, Francia, Giappone, Messico, Norvegia, Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti. Hanno tutti aderito alla proposta del gruppo di ricerca Ocse, coadiuvato dal gruppo del Laboratorio MeS. Una proposta prevedeva di utilizzare il "bersaglio" per rappresentare la valutazione della performance del proprio sistema sanitario. Aspettativa di vita, diabete, obesità negli adulti e nei bambini, consumo di alcolici, tabagismo, casi di ictus cerebrali sono alcune voci prese in considerazione per ogni paese e tradotte negli schemi grafici dei "bersagli".

L'utilizzo del "bersaglio" agevola la scelta di decisioni pubbliche basate su dati oggettivi e sull'«evidenza dei fatti», offrendo un supporto chiaro al «decisore politico», trasmettendo allo stesso tempo l'informazione anche al grande pubblico. «Questa collaborazione - commenta Sabina Nuti, responsabile del Laboratorio MeS - è stata un’ottima opportunità di crescita e di apprendimento per tutto il MeS. Rendere disponibile ad altri paesi la nostra esperienza maturata in partnership con la Regione Toscana, e dopo condivisa da altre regioni italiane, è un riconoscimento e un traguardo significativo del nostro percorso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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