Il Tirreno

Pisa

Truffa dell’assicurazione un’altra anziana raggirata

La donna ha consegnato 3.000 euro dopo la telefonata di un “carabiniere” «Suo figlio ha fatto un incidente e ha la polizza scaduta, servono subito i soldi»

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PISA. «Pronto, siamo i carabinieri: suo figlio ha avuto un incidente in auto, ma era senza assicurazione. Servono 3.000 euro per evitare il sequestro, le mandiamo una persona a ritirare i soldi».

La sceneggiatura del raggiro non cambia e spesso riserva un pessimo finale per i bersagli della truffa. È andata così anche martedì pomeriggio con una pensionata di 84 anni a cui sono stati sottratti con l’inganno 3.000 euro.

Quando ha capito di essere stata presa in giro, rimettendoci una bella cifra per le sue tasche, ha chiamato i carabinieri. Non le è rimasto che raccontare la sua disavventura andando ad allungare l’elenco degli anziani presi di mira da chi non si fa scrupolo di approfittare della vulnerabilità di vittime spesso indifese.

La donna, residente in via Bonanno Pisano, martedì pomeriggio è stata chiamata da una voce maschile che al telefono le ha spiegato il problema in cui era finito il figlio.

Una tecnica che per quanto diffusa e risaputa riesce a ottenere una significativa percentuale di riuscita.

Non servono gli appelli delle forze dell’ordine a diffidare da chi chiede soldi. Sentirsi dire che un familiare ha avuto un incidente e che per non aggravare la situazione è necessario versare dei soldi è una presa a tenaglia che fa il suo effetto. Lo ha imparato la pensionata che solo dopo aver sentito il figlio, all’oscuro di tutto, ha realizzato in quale ginepraio truffaldino era precipitata.

A metà ottobre a un anziano in via Pratale i truffatori, organizzati e precisi nel dare risposte credibili, portarono via oro e gioielli.

L’approccio avvenne in tre fasi: la telefonata di un sedicente assicuratore che informa sulla polizza scaduta del familiare; poi un presunto carabiniere dà la notizia, sempre al telefono, di un incidente in cui il figlio è rimasto coinvolto e che servono soldi per evitare il sequestro dell’auto; infine, arriva a casa l’”assicuratore” che prende il denaro e rassicura l’anziano di turno sul buon esito della pratica.

Arriva tardi e a danno avvenuto la telefonata tra i familiari, fatta dopo i contatti di chi si presenta come carabiniere o assicuratore perché magari prima il genitore non vuole disturbare il figlio alle prese con l’incidente.

Un elemento è comune alla sequela di truffe dalle quali gli anziani non sembrano liberarsi. Gli autori conoscono la loro condizione familiare, sanno se hanno figli e si preoccupano anche di cercare e trovare il numero di telefono per imbastire la messa in scena con raggiro finale.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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