Il Tirreno

Pisa

Cinghiali catturati e macellati nel Parco

La Forestale blocca due bracconieri con le carcasse degli animali. Scoperto mattatoio artigianale

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Li hanno scoperti con le mani ancora insanguinate. Avevano appena macellato due cinghiali catturati nel Parco, alle Banditine, a ridosso della Tenuta di San Rossore, i due bracconieri fermati martedì sera dal personale del Corpo forestale dello Stato: un 47enne, senza licenza di caccia, e un cinquantenne, con licenza, che lavora da esterno nell’ambito dei cavalli dentro il Parco.

I due amici avevano i sacchi di nylon con le carcasse di due cinghiali appena spellati, eviscerati e sezionati. Saranno denunciati per bracconaggio e maltrattamenti di animali.

Nel blitz della Forestale è stato portato alla luce anche il luogo in cui erano stati appena macellati gli ungulati.

Una baracca provvista di tubi Innocenti per legare le povere bestie era adibita a mattatoio artigianale in aperta campagna.

Una location da film dell’orrore con sangue, viscere, pelli e altre parti scartate durante lo squartamento abbandonate sul terreno.

Per la struttura allestita, ancorché abborracciata, ma comunque efficace, l’attività, stando alla Forestale, andava avanti da tempo.

I cinghiali erano stati catturati poco prima utilizzando mezzi non consentiti dalla legge e particolarmente cruenti.

Sono quei lacci di metallo posizionati sul terreno come trappole. Ne hanno trovate tre di queste trappole subdole nelle quali finiscono i cinghiali attirati dal cibo collocato all’interno.

Quando gli animali entrano nell’area attrezzata dai bracconieri, i lacci scattano alle zampe e li immobilizzano infliggendo pene dolorose.

Le trappole, il materiale utilizzato per la macellazione, compresi tre coltelli, sono stati sequestrati.

L’ipotesi che i cinghiali catturati in quel modo e preparati per la cucina fossero destinati al mondo della ristorazione non è campata in aria.

Non si tratterebbe di un’attività per uso privato che, comunque, non alleggerirebbe la responsabilità dei bracconieri.

Il business della caccia di frodo per proporla sulle tavole dei ristoranti è un fenomeno conosciuto. E per questo la Forestale, nel tutelare anche la sicurezza alimentare a livello igienico-sanitario, ha aumentato i controlli sul territorio per evitare abbattimenti eseguiti in periodi e con mezzi fuorilegge.

Tutti i Comandi Stazione del Corpo forestale dello Stato di Pisa sono impegnati nel contrasto del bracconaggio, «dedicando una particolare attenzione agli aspetti della macellazione clandestina e della distribuzione non controllata delle carni degli ungulati, oltre che delle modalità di smaltimento dei resti» spiegano dalla sede di via Buozzi.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa