Proteste
C’è il rischio di un’ondata di sfratti
Il 5 dicembre scade la sospensione. Sit-in sotto la Prefettura. I Prendocasa: «In assenza di soluzioni apriremo i Frati Bigi»
PISA. «Vogliamo il diritto di pagare un affitto».
È un’ondata di sfratti quella che le decine di famiglie in emergenza abitativa, che si sono riunite ieri in presidio sotto la Prefettura durante la commissione territoriale per il contrasto del disagio abitativo, temono si possa abbattere su Pisa nel periodo natalizio. «Circa 400 i provvedimenti esecutivi nel solo territorio comunale», precisano i militanti di Prendocasa che ieri mattina insieme ad una decina di famiglie sotto sfratto sono tornati in piazza dopo la manifestazione, l’occupazione dell’atrio del Comune e il successivo sgombero delle forze dell’ordine di venerdì scorso.
L’ennesimo sit-in per rivendicare, al grido di “Case subito”, soluzioni concrete ed immediate per far fronte a quella che definiscono una «possibile “strage” di famiglie sotto sfratto», ma anche per evitare un innalzamento della tensione. «La commissione (che ha ricevuto anche due “delegati” dei manifestanti riuniti in piazza Mazzini, ndr) ha analizzato solo le domande presentate nell’ambito del bando per la prevenzione degli sfratti per morosità incolpevole - spiega l’avvocato Claudio Lazzeri dell’Unione Inquilini -. Su circa cinquanta domande istruite, solo una quindicina sono state accettate». Per tutte le altre famiglie si prefigura il rischio di uno sfratto dopo il 5 dicembre, quando scadrà la sospensione degli accessi degli ufficiali giudiziari concessa lo scorso ottobre dalla prefettura su richiesta della commissione territoriale. «Abbiamo chiesto la convocazione di una commissione territoriale per il 3 dicembre – prosegue Lazzeri - dedicata non solo alla morosità incolpevole, ma per l’emergenza abitativa in generale con l’obiettivo di sollecitare un’altra sospensione degli sfratti e il passaggio da casa a casa».
Ad inasprire la già esplosiva situazione, la decisione di non riconoscere il punteggio per lo sfratto per morosità incolpevole alle famiglie inserite nella graduatoria definitiva Erp (edilizia residenziale pubblica), sulla base della quale saranno assegnate le case popolari, che sarà pubblicata il 3 dicembre. «Ciò è avvenuto su indicazione della Regione, che ha deciso di applicare retroattivamente la legge Saccardi - precisa l’avvocato dell’Unione Inquilini -. A fronte di questa situazione è quindi necessario trovare nuovi strumenti: assegnare gli oltre 120 alloggi sfitti, che possono essere sistemati attraverso la pratica dell’auto-recupero, e valutare la requisizione degli appartamenti vuoti di proprietà dei grandi costruttori».
Soluzioni immediate e concrete è quelle che rivendicano a gran voce anche i manifestanti, riuniti accanto all’eloquente striscione “A Bulgarella gli appalti, ai cittadini gli sfratti”. Ed è proprio uno dei fabbricati realizzati dal costruttore siciliano a finire nel mirino dei manifestanti. «In assenza di alternative, “apriremo” i Frati Bigi», minacciano, avanzando quelle che definiscono soluzioni reali e praticabili a partire dall’assegnazione del punteggio per gli sfratti per morosità incolpevole e dalla proroga della sospensione degli sfratti. «Ri-concordare al ribasso gli affitti, assegnare le case vuote e, tramite l’Agenzia Casa, requisire gli immobili lasciati vuoti dai grandi imprenditori o di quelli che hanno milioni di debiti nei confronti del Comune» sono alcune delle strade che i manifestanti chiedono di percorrere per far fronte all’emergenza abitativa. «Se pensano invece di risolvere i problemi manganellando le famiglie che protestano per avere una casa - concludono - dovranno abituarsi ad una città sotto assedio».
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