Gioco
Rubano penne, soldi e pistole da collezione nel raid in pieno giorno
I ladri scappano da una finestra all’arrivo del proprietario. «Oltre al furto subiamo anche lo sfregio dei danni»
PISA. Sono scappati dalla finestra quando hanno sentito il proprietario rientrare in casa. La sosta è stata, comunque, sufficiente per mettere insieme un bottino da migliaia di euro tra soldi, oro e numerose penne di pregio oltre a due pistole storiche. Nel mare magnum delle vittime dei ladri in provincia è finita anche la storia di Renzo Cai Imbelli, residente in via Manzoni a Ghezzano. Quello del derubato non è uno sfogo, quanto una rassegnata conferma che al fenomeno dei furti non c’è rimedio. «Sono andato in questura alle 8,30 e sono uscito a mezzogiorno – esordisce Cari Imbelli –. C’era la fila di gente che era lì per denunciare i furti subìti. Non si ripara a questa piaga. Anche i poliziotti mi hanno detto che non fanno che correre da una casa all’altra svaligiata».
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I ladri sono entrati lunedì pomeriggio dopo aver forzato la finestra di una camera da letto. L’effrazione e la caccia a tutto ciò che può essere portato via e che abbia un valore. Non è un copione originale, ma è quello che avviene ogni giorno in almeno trenta repliche stando agli ultimi dati forniti dalle forze dell’ordine sui furti denunciati a carabinieri e polizia a livello provinciale. «Sono rientrato poco prima delle 18 e ho sentito dei rumori – spiega Cari Imbelli –. Erano appena usciti dalla finestra di una camera da letto. Hanno messo tutto sottosopra rubando oro, circa 600 euro, penne Montblanc e Parker, occhiali. Persino un cofanetto con due pistole Colt del 1936, senza munizioni e in regola come detenzione. Erano di mio nonno». I ladri hanno messo gli occhi anche su una valigetta 24 ore. L’hanno sventrata. «Sarebbe bastato aprirla con un semplice scatto – conclude il derubato –. Ormai siamo arrivati che oltre al furto dobbiamo anche subire lo sfregio delle nostre cose più personali».
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