Il Tirreno

Pisa

sicurezza

Rubano penne, soldi e pistole da collezione nel raid in pieno giorno

Pietro Barghigiani
Ladro in azione (Foto d'archivio)
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Ladro in azione (Foto d'archivio)

I ladri scappano da una finestra all’arrivo del proprietario. «Oltre al furto subiamo anche lo sfregio dei danni»

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PISA.  Sono scappati dalla finestra quando hanno sentito il proprietario rientrare in casa. La sosta è stata, comunque, sufficiente per mettere insieme un bottino da migliaia di euro tra soldi, oro e numerose penne di pregio oltre a due pistole storiche. Nel mare magnum delle vittime dei ladri in provincia è finita anche la storia di Renzo Cai Imbelli, residente in via Manzoni a Ghezzano. Quello del derubato non è uno sfogo, quanto una rassegnata conferma che al fenomeno dei furti non c’è rimedio. «Sono andato in questura alle 8,30 e sono uscito a mezzogiorno – esordisce Cari Imbelli –. C’era la fila di gente che era lì per denunciare i furti subìti. Non si ripara a questa piaga. Anche i poliziotti mi hanno detto che non fanno che correre da una casa all’altra svaligiata».

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I ladri sono entrati lunedì pomeriggio dopo aver forzato la finestra di una camera da letto. L’effrazione e la caccia a tutto ciò che può essere portato via e che abbia un valore. Non è un copione originale, ma è quello che avviene ogni giorno in almeno trenta repliche stando agli ultimi dati forniti dalle forze dell’ordine sui furti denunciati a carabinieri e polizia a livello provinciale. «Sono rientrato poco prima delle 18 e ho sentito dei rumori – spiega Cari Imbelli –. Erano appena usciti dalla finestra di una camera da letto. Hanno messo tutto sottosopra rubando oro, circa 600 euro, penne Montblanc e Parker, occhiali. Persino un cofanetto con due pistole Colt del 1936, senza munizioni e in regola come detenzione. Erano di mio nonno». I ladri hanno messo gli occhi anche su una valigetta 24 ore. L’hanno sventrata. «Sarebbe bastato aprirla con un semplice scatto – conclude il derubato –. Ormai siamo arrivati che oltre al furto dobbiamo anche subire lo sfregio delle nostre cose più personali».

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