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Pisa

Il giorno degli sfratti c’è l’allarme bomba

Il giorno degli sfratti c’è l’allarme bomba

Evacuato il Tribunale, slittano le udienze in programma La telefonata di un uomo partita da una cabina di Pontedera

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PISA. «C’è una bomba in Tribunale». A una manciata di minuti alle 7,30 la voce di un uomo viene registrata al centralino del 113 della questura. E da quell’istante scattano i controlli per verificare la fondatezza della minaccia. Che, nel giro di un paio d’ore, resta quello che è: solo parole.

Una frase che è servita all’anonimo telefonista a tenere fuori dal Tribunale centinaia di persone per consentire a polizia, artificieri e unità cinofile di accertare l’inesistenza di ordigni all’interno del palazzo di giustizia. Il risultato ottenuto è stato quello di far slittare le udienze penali e civili.

E, soprattutto, quelle degli sfratti, ventre molle e dolente di una sofferenza economica ancora dilagante. Il procuratore reggente, Alessandro Crini ha chiesto al presidente del Tribunale, Salvatore Laganà un rendiconto sulle cause iscritte a ruolo per poter valutare eventuali posizioni sospette. Procurato allarme e interruzione di pubblico servizio sono i reati per i quali il telefonista, una volta identificato, rischia una denuncia.

Da quello che è stato possibile ricostruire, la chiamata è stata effettuata da una cabina telefonica a Pontedera. A quell’ora in Tribunale c’erano cinque-sei dipendenti. Sono stati fatti uscire subito con lo stop agli accessi di chi stava per entrare. Le volanti della polizia con il capo della squadra mobile Rita Sverdigliozzi, e i carabinieri, sono arrivate in piazza della Repubblica per dare il via ai controlli che si sono conclusi intorno alle 10 senza trovare quello che il telefonista aveva annunciato. All’esterno nel frattempo si sono assiepate centinaia di persone tra avvocati, testi e parti processuali. Una volta cessato l’allarme, l’effetto imbuto per i controlli all’ingresso da parte della vigilanza ha fatto slittare le udienze di qualche ora.

«Il fatto che la telefonata fosse arrivata prima dell’apertura e che non fosse scattato l’allarme interno ci faceva supporre con una certa ragionevolezza che la telefonata non avesse fondamento – spiega il presidente del Tribunale, Salvatore Laganà –. I controlli sono stati, comunque, doverosi e fatti bene. Segnalo che dalla scorsa settimana non abbiamo più i militari dell’esercito all’esterno e che magari sarebbe stato opportuno che la polizia municipale avesse mandato delle pattuglie per disciplinare il transito nella zona».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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