Il Tirreno

Pisa

mala movida

“Piazza dei Cavalieri va chiusa di notte”

di Francesco Loi
Pulitrice in azione in piazza dei Cavalieri
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Pulitrice in azione in piazza dei Cavalieri

La proposta-provocazione di Veronese, presidente della Confesercenti

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PISA. «Per combattere le degenerazioni della movida a Pisa non serve anticipare la chiusura dei pubblici esercizi. Occorre il rispetto delle regole, ovvero la lotta ai venditori abusivi di alcolici, e delle ordinanze, come quella che vieta l’asporto delle bevande. E se non ci sono forze sufficienti per i controlli dobbiamo pensare anche a soluzioni estreme come ad esempio la chiusura notturna di piazza dei Cavalieri». La proposta/provocazione arriva da Antonio Veronese, presidente della Confesercenti area pisana, che prende spunto dalla sentenza del Tar lombardo sulla vicenda di Bergamo per una lettura in chiave cittadina.

Motivi. «I problemi a Pisa sono legati soprattutto all’abusivismo commerciale delle bevande alcoliche. Il caso di piazza dei Cavalieri è emblematico», insiste Veronese. «Stiamo infatti parlando di un’area in cui non sono presenti attività di somministrazione, eppure la sera c’è più alcool che in un bar. In un mondo normale ci sarebbero le forze dell’ordine ad impedire bivacchi, abusivismo e danneggiamenti. Purtroppo gli uomini per i controlli non ci sono e allora bisogna arrivare all’estremo: chiudere la piazza, così come avviene per il Duomo. Un modo per far rispettare, a chi non lo vuole, le nostre bellezze artistiche. E dare un po’ di respiro ad i residenti ancora presenti nel centro storico. Senza dimenticare - conclude Veronese - il progetto che avevamo intrapreso con il prefetto Tagliente per animare piazza dei Cavalieri con iniziative di qualità».

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Abusivismo. Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore di Confesercenti Toscana Nord, Marco Sbrana: «Pensare di cancellare la movida limitandosi a chiudere i locali è un errore o, meglio, sembra la cosa più facile. Semmai bisogna aiutare i gestori con provvedimenti ad hoc come quello del divieto di vendita per asporto che il prefetto Visconti non ha ancora rinnovato. Un’ordinanza - dice ancora Sbrana - che permetteva un controllo da parte dei gestori sui clienti. Ovvio che alle ordinanze devono seguire le azioni delle forze dell’ordine perché non rimangano solo sulla carta». La conclusione del direttore di Confesercenti Toscana Nord: «Già negli anni scorsi siamo stati promotori di un patto tra Comune e pubblici esercizi per stimolare comportamenti virtuosi. Un dialogo che vorremmo riaprire. Così come quello con il prefetto sull’ordinanza sugli alcolici e sulla lotta all’abusivismo. E sostenendo il sindaco sulla richiesta di più uomini per la sicurezza».

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