Il Tirreno

Pisa

Scontri e violenze nel giorno del lutto

di Danilo Renzullo
Scontri e violenze nel giorno del lutto

Antagonisti in piazza contro il Carroccio: feriti tre poliziotti Il sindaco: «Professionisti del caos, gli estremi si attraggono»

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PISA. Prima una carica di alleggerimento. Poi un’altra. Infine la terza. Violentissima. Più volte la polizia interviene con la forza per disperdere i manifestanti anti-Lega. Ponte della Fortezza, sono quasi le 16. Durante il corteo in trecento hanno cercato di sfondare il blocco delle forze dell’ordine schierato all’angolo con lungarno Mediceo.

Un pezzo di città trasformato in un campo di battaglia dove, alla fine, rimarrà una distesa di oggetti lanciati contro la polizia e i fazzoletti impregnati di sangue. Per mezza giornata Pisa diventa una città blindata. Chiusi al traffico lungarno Mediceo e Pacinotti, il Ponte di Mezzo e molte delle strade, con cittadini, turisti e famiglie costretti ad evitare i blocchi della polizia. Oltre trecento fra poliziotti e carabinieri dispiegati per garantire l’ordine pubblico e scongiurare tensioni e disordini e soprattutto che collettivi, antagonisti e movimenti di estrema sinistra raggiungano piazza della Berlina, dove va in scena il comizio dei giovani leghisti contro «il degrado e l’insicurezza». Poco più di seicento persone (300 per la Lega, circa 300 nella contromanifestazione) tengono in ostaggio il centro storico per cinque ore.

«Pisa offesa dalle violenze di pochi e isolati professionisti del caos - si infuria il sindaco Marco Filippeschi - Meno di 200 persone hanno costretto a una numerosa e costosa mobilitazione delle forze dell'ordine, mettendo a rischio con la violenza l'incolumità di chi deve garantire la sicurezza di tutti. Sono sceneggiate ormai sterili, che ripetono un copione stantio. Sono stati commessi reati che dovranno essere perseguiti», dice ed esprime solidarietà alle forze dell’ordine. Ma il primo cittadino attacca anche la Lega. Quello del Carroccio, dice, «è un flop clamoroso: pochissimi partecipanti, per di più provenienti da altre città e con la brutta figura di averla mantenuta nonostante fosse un giorno di dolore per tutti i cittadini per le stragi di Parigi. Alla fine a fare notizia per la Lega sono stati solo gli assist degli antagonisti. Gli estremi si toccano». E il caos diventa un assist anche per Matteo Salvini. Il leader del Carroccio sbotta su Facebook: «Mentre a Parigi l'Isis fa strage, in Italia, a Pisa le zecche dei centri a-sociali hanno ferito due poliziotti, nel tentativo di attaccare la piazza dove stavano pacificamente manifestando i Giovani Padani. Sgomberateli. Chi difende questa gentaglia?»

Questa volta gli scontri fra polizia e galassia antagonista sono durissimi: calci, pugni, spinte, lanci di bombe carta e oggetti, attacchi con gli scudi e manganellate. Le sirene di un’ambulanza, intervenuta per soccorrere e trasportare in ospedale un agente della Digos raggiunto da due bombe carta, spezzano le urla e i cori di quello che sembra un assedio.

Il bilancio finale conta tre agenti feriti, diversi manifestanti con la testa spaccata e numerosi altri giovani contusi. L’obiettivo di movimenti, collettivi, studenti è sfondare la zona rossa formata da decine di blindati e centinaia di poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa che hanno circondato piazza della Berlina. Per loro la Lega a Pisa è una «provocazione», «un corpo estraneo». Da piazza Garibaldi parte il corteo non autorizzato. «Il degrado siete voi» e «Siamo tutti clandestini», gli slogan contro i leghisti. Ma è sul lungarno Mediceo che arriva il faccia a faccia. Parte un lancio di uova, insalata, bottiglie, fumogeni e bombe carta. La polizia risponde con le cariche. Due petardi colpiscono un agente della Digos. Il primo lo stordisce, facendolo cadere a terra. Trascinato dai colleghi dietro ad un blindato, viene raggiunto da una seconda bomba carta, esplosa a poca distanza, proprio gli viene praticato un massaggio cardiaco. Finisce al pronto soccorso, e così a fine giornata anche «dieci manifestanti». Il corteo da lì in poi si placa, finirà sotto Palazzo Gambacorti, con una nuova contestazione alla giunta. Critico il Silp-Cgil, che in una nota sottolinea come a Pisa «ancora una volta un’iniziativa di dissenso è divenuta pretesto per lanciare un assalto ai lavoratori delle forze dell’ordine, in piazza per garantire a ciascuno l’esercizio dei propri diritti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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