Il Tirreno

Pisa

Dieci anni tra gru e impalcature

di Carlo Venturini
Dieci anni tra gru e impalcature

In piazza Sant’Omobono: il Comune deve avere, per il suolo pubblico, circa 140mila euro

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PISA. E’ il cantiere più grande nel pieno centro storico, tiene in scacco le bancarelle del mercato della frutta da ben dieci anni e non è ancora finito. Si tratta di un immobile di pregio in piazza Sant’Omobono, un palazzone di quattro piani per una superficie di oltre 4mila metri quadrati.

E stando alla lista una Città in Comune, i crediti che il Comune vanta (almeno dal 2014), sono di circa 140mila euro dovuti all’occupazione di suolo pubblico. Una cifra questa che è in difetto visto che siamo a fine 2015 e che l’interrogazione fatta da Una città in Comune risale a febbraio del 2015. Insieme a palazzo Boyle sul Lungarno Mediceo, l’immobile di piazza Sant’Omobono rappresenta un vulnus per la città, un altro cantiere che sfoggia un gravissimo ritardo nella conclusione dei lavori e l’essere situato in piena zona movida, con una gru enorme, non fa altro che favorire il degrado visto che puscher ed i soliti venditori abusivi di alcolici, vi nascondono la loro mercanzia illegale. Da quel palazzone dovrebbero essere ricavate 25 unità immobiliari a destinazione residenziale. A piano terra dovrebbero essere recuperati almeno una decina di fondi commerciali. L'immobile è incastonato tra i vicoli del Porton Rosso, via Domenico Cavalca e vicolo del Vigna, un dedalo di viuzze cittadine molto suggestive. Nel 2011, i responsabili tecnici del cantiere avevano dichiarato a Il Tirreno che: «I lavori sarebbero terminati a settembre del 2011 e che si sarebbe trattato di un recupero importantissimo per quello scacchiere delicato sotto tanti punti di vista di piazza delle Vettovaglie e piazza Sant'Omobono».

La pazienza dei commercianti e dei residenti è agli sgoccioli visto che la ristrutturazione del palazzo era iniziata diversi anni fa e le impalcature incombono tutt'oggi proprio sulla piazza del mercato diventando nelle ore notturne una sorta di enorme vespasiano. Alcuni commercianti avevano segnalato che da diversi mesi non si vedeva nessuno a lavorare. Bersagliato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, l'immobile è la prosecuzione dell'Hotel Vittoria e da mezzo secolo è disabitato su quasi tutti i suoi 4mila metri quadrati. Gli interventi di recupero hanno riguardato non solo la facciata, ma anche i frazionamenti interni degli appartamenti fino ad arrivare alla necessità di alzare alcune porzioni del tetto per rendere la struttura più omogenea e compatta grazie ad un nuovo tetto a capanna. Stesso criterio di uniformità è stato seguito per la facciata che presentava addirittura delle finestre murate e non in linea con le altre. L'immobile però continua tutt'ora ad essere disabitato. Per quanto riguarda i fondi, il progetto iniziale era quello di adibirli a negozi di abbigliamento di grandi marche ma visto il livello di degrado che regna nella piazza appare difficile che qualcuno ci investa per una simile tipologia di mercato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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