Attenzione
Dieci anni tra gru e impalcature
In piazza Sant’Omobono: il Comune deve avere, per il suolo pubblico, circa 140mila euro
PISA. E’ il cantiere più grande nel pieno centro storico, tiene in scacco le bancarelle del mercato della frutta da ben dieci anni e non è ancora finito. Si tratta di un immobile di pregio in piazza Sant’Omobono, un palazzone di quattro piani per una superficie di oltre 4mila metri quadrati.
E stando alla lista una Città in Comune, i crediti che il Comune vanta (almeno dal 2014), sono di circa 140mila euro dovuti all’occupazione di suolo pubblico. Una cifra questa che è in difetto visto che siamo a fine 2015 e che l’interrogazione fatta da Una città in Comune risale a febbraio del 2015. Insieme a palazzo Boyle sul Lungarno Mediceo, l’immobile di piazza Sant’Omobono rappresenta un vulnus per la città, un altro cantiere che sfoggia un gravissimo ritardo nella conclusione dei lavori e l’essere situato in piena zona movida, con una gru enorme, non fa altro che favorire il degrado visto che puscher ed i soliti venditori abusivi di alcolici, vi nascondono la loro mercanzia illegale. Da quel palazzone dovrebbero essere ricavate 25 unità immobiliari a destinazione residenziale. A piano terra dovrebbero essere recuperati almeno una decina di fondi commerciali. L'immobile è incastonato tra i vicoli del Porton Rosso, via Domenico Cavalca e vicolo del Vigna, un dedalo di viuzze cittadine molto suggestive. Nel 2011, i responsabili tecnici del cantiere avevano dichiarato a Il Tirreno che: «I lavori sarebbero terminati a settembre del 2011 e che si sarebbe trattato di un recupero importantissimo per quello scacchiere delicato sotto tanti punti di vista di piazza delle Vettovaglie e piazza Sant'Omobono».
La pazienza dei commercianti e dei residenti è agli sgoccioli visto che la ristrutturazione del palazzo era iniziata diversi anni fa e le impalcature incombono tutt'oggi proprio sulla piazza del mercato diventando nelle ore notturne una sorta di enorme vespasiano. Alcuni commercianti avevano segnalato che da diversi mesi non si vedeva nessuno a lavorare. Bersagliato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, l'immobile è la prosecuzione dell'Hotel Vittoria e da mezzo secolo è disabitato su quasi tutti i suoi 4mila metri quadrati. Gli interventi di recupero hanno riguardato non solo la facciata, ma anche i frazionamenti interni degli appartamenti fino ad arrivare alla necessità di alzare alcune porzioni del tetto per rendere la struttura più omogenea e compatta grazie ad un nuovo tetto a capanna. Stesso criterio di uniformità è stato seguito per la facciata che presentava addirittura delle finestre murate e non in linea con le altre. L'immobile però continua tutt'ora ad essere disabitato. Per quanto riguarda i fondi, il progetto iniziale era quello di adibirli a negozi di abbigliamento di grandi marche ma visto il livello di degrado che regna nella piazza appare difficile che qualcuno ci investa per una simile tipologia di mercato.
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