Sicurezza
Tubercolosi, screening per 19 alunni
Il test eseguito solo sui compagni di classe del dodicenne, la sorella non è infetta: lunedì i risultati. La terza bambina è livornese
PISA. Per ora il raggio degli screening è stato ristretto ai compagni di classe. I due medici igienisti e l’infermiera dell’Asl che ieri mattina si sono presentati nella scuola media pisana frequentata dal bambino di 12 anni ricoverato - insieme alla sorella più piccola - in pediatria al Santa Chiara per tubercolosi hanno eseguito il test Mantoux solo su 17 compagni di classe, i 10 docenti della sezione e 4 collaboratori scolastici. In tutto 31 persone, anche se due alunni assenti dovranno sottoporsi alla prova appena possibile.
I genitori degli alunni erano stati avvertiti martedì e ieri mattina. «Abbiamo illustrato come si sarebbero svolte le operazioni - dice Emanuela De Franco, direttrice dell’unità operativa di igiene e sanità pubblica - Per ora abbiamo ritenuto di non allargare di più il campo delle analisi. Serviranno 72 ore per valutare la reazione cutanea e stabilire se servano altri approfondimenti come una radiografia toracica e poi la profilassi antibiotica importante che deve essere somministrata per sei mesi. Ci muoviamo a cerchi concentrici, considerando chi è stato a stretto contatto con il bambino infetto. Se emergesse un contagio diffuso procederemo ad allargare l’indagine. Lo facciamo solo sui suoi compagni di classe e non su quelli della sorella perché lei non è risultata infetta».Già a metà della prossima settimana verrà dimessa. È soprattutto il più grande, di 12 anni, ad aver manifestato i sintomi più importanti, anche se le sue condizioni generali sono stabili. Segni però che delineano un quadro clinico da tenere sotto stretta sorveglianza. Sui polmoni sono comparse le caverne tubercolari, sintomo di una fase acuta dell’infezione. Ma ricoverata all’ospedale pisano, insieme alla mamma, c’è anche una bambina di due anni residente in provincia di Livorno, che frequenta un asilo nido. Anche su di lei è stata riscontrata un’infezione da Tbc polmonare e anche lei è stabile. Per ora l’Asl di Livorno ha ristretto le indagini a tre bambini entrati in contatto con la piccola negli ultimi giorni e ma lunedì le estenderà ai dieci bambini con cui condivide le giornate di gioco all’asilo. «Una precisazione - chiede De Framco - Non è detto si renda necessaria la profilassi a seguito di uno screening positivo se la radiografia non indica un’infezione batterica. La terapia durerebbe sei mesi e in alcuni casi può lasciare strascichi renali e al fegato. Per questo i protocolli prevedono che, anche in caso di screening negativo, il test Mantoux venga ripetuto dopo 60 giorni». Per De Franco i due casi di tubercolosi non sono una sorpresa. Dall’inizio dell’anno nel territorio dell’Asl pisana sono stati 19, tutti per Tbc polmonare, per 11 volte si è trattato di extracomunitari. «Negli ultimi anni - dice De Franco - la Toscana è una delle regioni in cui si registrano più segnalazioni: nel 2012 furono 304 su 3.100 a livello nazionale. Ma questo è determinato dal fatto che in altre regioni i casi non sempre vengono notificati alle autorità».
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