Sicurezza
Salvini: «In piazza non ci sarò ma basta con i violenti»
Il leader della Lega: "Ho ricevuto minacce e offese dai collettivi, li querelo. E il rettore li fermi". Poi assicura che tornerà a Pisa entro fine anno
PISA. Leggendo questa intervista qualche “cuore verde” rimarrà deluso. Matteo Salvini domani, sabato 14 novembre, non sarà in piazza della Berlina per la manifestazione dei giovani della Lega. Ma il leader del Carroccio va all’attacco. Annuncia querela contro antagonisti e collettivi.
Salvini, quindi non verrà?
«No, io il sabato pomeriggio ho il bimbo che gioca al pallone, è l’unica mezza giornata che posso dedicare a lui. So che ci sono centinaia di ragazzi e cittadini che hanno già annunciato l’adesione, mi dispiace non poterli salutare ma ringrazio i Giovani della Lega, è la loro giornata, io tornerò sicuramente entro fine anno. Detto questo io domani (oggi venerdì 13 novembre, ndr) chiamerò sindaco, prefetto, questore e rettore e dirò loro che se uno non è d’accordo con le proposte della Lega la settimana dopo va nella stessa piazza e fa le proprie»
Teme disordini e scontri per la contromanifestazione degli antagonisti?
«Ritengo incivile che ci sia gente che minaccia e insulta in luoghi pubblici. Oggi abbiamo presentato interpellanza urgente in Parlamento ai ministri Alfano e Giannini perché non può essere l’università, pagata con i soldi pubblici, a ospitare nelle sue aule riunioni di gente che decide di fermare manifestazioni legittime con la violenza».
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Ma perché scendete in piazza?
«Ce lo hanno chiesto i pisani. Fra stupri, scippi e rapine e negozi chiusi non è più la città tranquilla che era. Io la mattina mi leggo la rassegna dei quotidiani locali. Soprattutto di Alessandria, Treviso e Pisa».
Perché proprio queste città?
«Sono quelle che un tempo erano città tranquille di 90 mila abitanti e ora sembrano diventate le peggiori periferie di Roma o Milano. Nelle ultime settimane leggere la cronaca del Tirreno di Pisa e dintorni è raccapricciante».
Il sindaco Filippeschi chiede da tempo rinforzi di polizia ad Alfano. Vi sta rubando un tema?
«Non ho paura di essere superato o copiato. Piccolo problema: il sindaco a Pisa è del Pd, e alla voce sicurezza nella manovra il Pd in queste ore taglia 500 milioni. Io farò la guerra a questo provvedimento, ma lui che fa, perché non chiama Renzi?».
Ma un sindaco non ha le armi spuntate?
«Anche questa una scelta precisa del Pd, da Monti in poi. Maroni aveva dato poteri di ordinanza ai sindaci, e noi li avevamo usati su prostituzione, spaccio, chiusura locali, ma sono stati revocati. Si può sempre usare la polizia locale, dove governiamo noi è così, a Pisa?».
Il questore ci dice che i reati diminuiscono.
«La verità è che diminuiscono le denunce perché la gente non ci crede più».
Torniamo agli antagonisti: anche loro avranno diritto di manifestare?
«Certo, ma civilmente. Invece ho letto minacce e offese nei miei confronti. Li ho querelati. Non succederà niente, ma mi dispiace che i poliziotti dovranno star dietro a quattro violenti figli di papà»
Il prefetto ha detto ai cittadini: no alla giustizia fai da te, munitevi di allarmi e inferriate. Che ne pensa?
«Il futuro di mio figlio non deve essere un futuro di allarmi e inferriate. Ma posso dire con orgoglio che oggi alla Camera hanno cominciato ad esaminare le nostre proposte sulla legittima difesa, dove non si invita al Far West ma si sancisce che la proprietà privata è sacra e ognuno ha diritto di difendersi senza andare a processo».
Mentre a Bologna Meloni e Berlusconi sono saliti sul palco della Lega a Pisa Fdi lamenta di non essere stato invitato.
«Male. Invito tutti io. Da Bologna il messaggio è “Uniti si vince”. Ma se vuole, accogliamo anche il sindaco».
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