Attenzione
Blitz antagonista, occupato atrio del Comune. Scontro con polizia e carabinieri
Pisa, il sindaco: "Denuncerò i responsabili". I manifestanti chiedono le case popolari a Sant'Ermete
PISA. Blitz con scontri e manganellate tra forze dell'ordine ed esponenti di alcuni comitati di quartiere nel pomeriggio di venerdì 13 novembre in Comune per protestare contro le politiche della casa dell'amministrazione: alcune decine di partecipanti poco dopo le 17 hanno occupato l'atrio di palazzo civico e, portandosi dietro tende, panche e quant'altro, compresi pacchi di pasta da cucinare, hanno minacciano di voler trascorrere la notte all'interno. Sul posto vigili urbani, polizia e carabinieri con rinforzi arrivati anche da Firenze. La protesta, dopo quella messa in atto già giovedì durante la seduta del consiglio comunale, secondo i promotori supportati da alcuni gruppi antagonisti e dal progetto Prendocasa, vuole denunciare "l'emergenza abitativa e serve a chiedere al Comune di assegnare subito le case senza aspettare inutili tempi burocratici: inoltre occorre avviare quanto prima i lavori per la costruzione di nuovi alloggi popolari ed effettuare la manutenzione di quelli esistenti".
Alle 20,35 polizia e carabinieri in assetto antisommossa hanno tolto le barriere che i manifestanti avevano messo davanti all'ingresso del Comune. E' stata necessaria anche qualche carica di alleggerimento per allentare la tensione dei partecipanti al presidio, alcune decine dei quali sono stati condotti fuori dall'edificio. "Noi da qui non ce ne andiamo" hanno scandito. Momenti di tensione con ripetuti contatti fisici con gli agenti che con gli scudi e i manganelli hanno respinto gli assalti degli antagonisti. "Abbiamo la forza della disperazione" e "Dateci le case di Bulgarella" sono stati gli slogan ritmati nel corso dell'assedio a Palazzo Gambacorti.
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Nell'atrio i manifestanti si sono portati anche le tende. Il portone d'ingresso sarebbe stato forzato, come ha riferito il sindaco Marco Filippeschi che ha invocato il rispetto della legge: "Pisa non accetta prepotenze".
L'atrio è stato quindi sgomberato poco prima delle 21 ma il portone di Palazzo Gambacorti è rimasto aperto, presidiato dalla polizia, a causa del danneggiamento. In attesa della riparazione da parte di un fabbro gli agenti sono stati schierati davanti l'entrata per evitare l'accesso all'interno. Una parte dei manifestanti si è seduta di fronte alle forze dell'ordine continuando a urlare la propria rabbia contro l'amministrazione.
Stando al racconto degli antagonisti all'origine della contestazione c'è il mancato incontro chiesto con il sindaco Marco Filippeschi e l'assessore alla Casa Ylenia Zambito. Il blitz ha suscitato l'ira del capogruppo di Forza Italia, Giovanni Garzella che intorno alle 18 ha dichiarato: "Quanto accaduto gravissimo. E' stato occupato il Comune e verificherà come sia potuto accadere visto che eravamo stati informati che le porte erano state chiuse proprio in conseguenza della manifestazione in corso. E' inaccettabile che la Conferenza dei capigruppo sia stata costretta a uscire da una porta secondaria. Mi domando dove sono le forze dell'ordine in questa città".
In una nota congiunta Pd, Lista civica “Riformisti per Pisa”, Lista civica “In Lista per Pisa” hanno stigmatizzato l'episopdio: " La manifestazione violenta e aggressiva nei confronti del Comune di Pisa organizzata con metodi antidemocratici dal cosiddetto “comitato di quartiere di Sant’Ermete” è inaccettabile e intollerabile. Pisa è una città pacifica e non può essere presa ad ostaggio da poche decine di provocatori che per professione organizzano eventi come questi. La nostra condanna verso questi soggetti è totale e nessuna forma di dialogo è possibile con chi fa della violenza il suo metodo. Questi pochi soggetti non rappresentano la realtà sana e civile di Sant’Ermete, un quartiere al centro di grandi trasformazioni attraverso la ricostruzione dell’intero complesso delle case popolari. Ma forse è proprio questo che rode di più a questi personaggi: dopo decenni il Comune ha messo mano ad una situazione che farà uscire dall’incuria centinaia di case e di famiglie".
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"E' stata una provocazione molto grave - commenta il sindaco Marco Filippeschi di ritorno da Roma -. Il portone di Palazzo Gambacorti è stato forzato, si è occupato l'atrio dopo un'effrazione. E' inaccettabile e ingiustificabile che un gruppo fatto di poche persone faccia una prepotenza ad una città intera e al municipio che la rappresenta. E' inaccettabile che decine di vigili urbani e di agenti di polizia siano costretti a tutelare l'ordine pubblico e a tenere in sicurezza i beni di tutti e il personale del Comune. Raccolte le informazioni e accertati i fatti, mi rivolgerò all'autorità giudiziaria. Chi amministra la città, gli uffici comunali, quelli dell'Apes e della Società della salute non possono vivere ogni giorno sotto il ricatto intimidatorio di violenti. Deve valere il rispetto per le persone e per le istituzioni. Va fatta valere la legge con il rigore necessario. Pisa non accetta le prepotenze". Quando tra i manifestanti si sono diffuse le dichiarazioni di Filippeschi, la reazione contro il Comune è stata ancora più furiosa.
Famiglie che lottano per il diritto all'abitare occupano il comune
Posted by Collettivo Universitario Autonomo Pisa on Venerdì 13 novembre 2015
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