Sicurezza
«A Pisa la Lega è un corpo estraneo, non accetteremo piazze inaccessibili»
Gli antagonisti si ritroveranno alle 13 in piazza Garibaldi, a poche centinaia di metri dal presidio del Carroccio
PISA. «A Pisa la Lega è un corpo estraneo: è costretta a chiedere “rinforzi” da fuori regione e a militarizzare la città, ma non accetteremo zone rosse o piazze inaccessibili». Quello di domani si preannuncia un pomeriggio ad alta tensione. Al sit-in del Movimento giovani padani, che alle 14.30 si ritroverà in piazza della Berlina per protestare contro il degrado e per rivendicare politiche più incisive per assicurare alla città decoro e sicurezza, si contrapporrà un presidio anti-Lega (che si trasformerà probabilmente in una manifestazione) indetto da una vasta rete di movimenti e collettivi cittadini che si ritroverà, a partire dalle 13 in piazza Garibaldi (a pochi metri dalla “piazza” della Lega Nord).
A questo si aggiungerà un presidio dei movimenti per il diritto all’abitare organizzato per le 16 in piazza XX Settembre. E, al grido di “PisanonsiLega, si dicono pronti a scendere in piazza in diverse centinaia. Antagonisti, studenti, centri sociali e forze politiche, sociali e sindacali che da anni si contrappongono «ai rigurgiti xenofobi, omofobi e sessisti». Quelli che, secondo gli organizzatori del presidio, incarna il partito del Carroccio.
«La Lega a Pisa è un corpo estraneo, che però spesso diventa complementare al Partito Democratico, come avvenuto in occasione dello sgombero del campo rom della Bigattiera, cercando di spostare l’attenzione dalla contrapposizione al governo della città e rivendicando la solidarietà del Pd quando respinta da scuole e quartieri. È un progetto politico di governo che mira a ottenere il consenso degli strati della popolazione più duramente colpita dalla crisi fomentando la guerra tra poveri», accusano i promotori della contro-manifestazione denunciando anche il tentativo da parte dei Giovani Padani di strappare la piazza ai movimenti per il diritto all’abitare che si ritroveranno sotto al Comune (la stesso spazio dove il Carroccio aveva previsto inizialmente il sit-in) per chiedere risposte concrete all’emergenza abitativa.
«Martedì notte, Susanna Ceccardi (consigliere comunale di Cascina, ndr), ha cercato di tagliare con le forbici uno striscione affisso nel quartiere di Sant’Ermete che annunciava il presidio di domani – proseguono gli organizzatori -. Un tentativo per delegittimare la lotta e la richiesta di decine di persone di assegnare una casa alle famiglie che ne hanno bisogno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
