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Pisa

Fisco, i professionisti incontrano la politica

Fisco, i professionisti incontrano la politica

L’Associazione nazionale dei commercialisti festeggia i suoi 65 anni di vita con il congresso nazionale a Pisa

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PISA. Torna anche quest'anno il consueto appuntamento dei professionisti a Pisa con il convegno nazionale di incontro e confronto con la politica e le istituzioni. Domani si apre, infatti, la XII edizione, organizzata dall'Associazione Nazionale Commercialisti, dell'iniziativa "Obiettivo Futuro: Professioni, Politica, Istituzioni a confronto" che si svolgerà nell'arco dell'intera giornata nell’ l'auditorium Concorde dell'Hotel Galilei.

Nutrito il parterre di relatori e fitto il programma della giornata, articolato in quattro tavole rotonde i cui temi spazieranno dalla Previdenza al Diritto allo Sciopero, dalla Mediazione e Sovraindebitamento al Processo tributario, dalla Riforma fiscale alla Legge di Stabilità. Ne parliamo con il presidente nazionale dei commercialisti Marco Cuchel.

Non si è mai tanto discusso di semplificazione come in quest'ultimo anno che ha visto l'introduzione della dichiarazione precompilata. Secondo i commercialisti il fisco sta diventando veramente più semplice?

« La semplificazione dovrebbe tradursi in un fisco più trasparente ed equo nell'interesse di tutta la collettività, e credo che i professionisti intermediari siano i primi, visto che hanno quotidianamente a che fare con le criticità e le storture del nostro sistema fiscale, a volere la semplificazione, quella vera però. Il problema è che spesso i provvedimenti si limitano a caricare sulle spalle dei professionisti responsabilità ed incombenze, a costo zero per la pubblica amministrazione, senza dare ai cittadini e alle imprese reali benefici e vantaggi. La risposta è no. Se consideriamo le misure recenti in materia fiscale, non credo che si possa parlare di semplificazione».

Cosa i professionisti vivono oggi con maggiore disagio e insoddisfazione ?

« Con il suo agire la Pubblica Amministrazione, in numerosi casi, dà prova di scarsa considerazione nei riguardi del lavoro dei professionisti, svilendone ruolo e funzione. È questo disconoscimento di professionalità che evidentemente determina per i professionisti una condizione di disagio e insofferenza. Un esempio è rappresentato dall'informatizzazione, processo che è stato intensificato, negli ultimi anni, da tutte le amministrazioni pubbliche e che comporta il moltiplicarsi di adempimenti telematici e responsabilità in capo ai professionisti, senza che sia dato loro alcun tipo di riconoscimento. Tale situazione non è più sostenibile e l'ANC rivendica la necessità di un profondo cambiamento».

Anche quest'anno il dibattito farà spazio al tema dei diritti dei professionisti?

«Certamente. Il confronto e la discussione, che grazie all'autorevolezza e alla competenza dei relatori presenti, sapranno essere densi e ricchi di spunti per tutti, toccheranno anche il tema dei diritti dei professionisti, e dunque la complessa e articolata tematica previdenziale, la regolamentazione delle professioni e poi anche lo sciopero. E' trascorso, infatti, oltre un anno dall'approvazione e dall'entrata in vigore del codice di autoregolamentazione delle astensioni collettive dalle attività svolte dai Dottori Commercialisti e dagli Esperti Contabili, e l'adozione di questo strumento normativo è per la nostra categoria una sorta di rivoluzione».

Addirittura una rivoluzione...

«So che questa parola è spesso usata a sproposito, ma non è questo il caso. L'esistenza del codice che regolamenta l'astensione collettiva dall'attività degli iscritti all'albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili segna il cambiamento radicale di una condizione che fino ad oggi presupponeva per la categoria l'impossibilità di esercitare il diritto di sciopero. Ciò che è stato ottenuto lo scorso anno, è dunque una rivoluzione, che si è resa possibile grazie all'impegno comune dell'ANC e delle altre sigle nazionali, che fanno parte del tavolo di coordinamento delle associazioni di categoria, le quali hanno lavorato insieme per raggiungere questo traguardo. E' pur vero, come spesso accade alle conquiste importanti, che occorre tempo perché il codice, attraverso la sua conoscenza diffusa ed approfondita tra i colleghi, sia parte della cultura della categoria, solo così quest'ultima potrà esercitare, responsabilmente, un diritto che oggi le viene riconosciuto».

Quest'anno ricorre il 65° anniversario dell'ANC e l'appuntamento di Pisa probabilmente ha per l'Associazione un valore speciale. E' così?

«E' proprio così. Vorremmo che l'evento di quest'anno fosse anche l'occasione per ricordare un traguardo importante dell'Associazione, motivo per il quale a Pisa abbiamo voluto ritrovarci insieme a quanti, negli anni, hanno dedicato il loro tempo e le loro energie alla nostra Associazione, permettendole di diventare ciò che è oggi».

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