La protesta
Ex Gea, la questura tende la mano a chi riporta i libri
Valutazione più conciliante per chi li ha presi in buona fede Il rettore sui blitz in divisa: parliamone prima su come agire
PISA. C’è chi ha preso i libri in buona fede pensando che fossero destinati al macero. Se li riportano in questura la loro posizione potrà essere valutata con un profilo diverso e più benevolo.
Dop il blitz della polizia il 22 ottobre scorso nell’ex Gea su richiesta dell’università che denunciava un furto in corso, arriva la disponibilità del questore, Alberto Francini nei confronti di chi riconsegnerà le pubblicazioni portate via (si tratta di migliaia di volumi) durante l’occupazione dell’ex Gea dove la Pisa University Press aveva stoccato parte del suo magazzino librario. La mano tesa del questore arriva dopo la richiesta del rettore, Massimo Augello che in sede di comitato per l’ordine pubblico in prefettura aveva chiesto un trattamento più conciliante al questore nei confronti di chi «dovesse spontaneamente riconsegnare in questura i libri sottratti nell’erronea convinzione che fossero stati messi a disposizione per un atto di liberalità dalla stessa casa editrice». Al momento sono una quarantina i denunciati per ricettazione e tre per furto di una ventina di pancali carichi di libri.
La vicenda dell’ex Gea è stata affrontata anche in seno al Senato Accademico. Non viene solo espressa «solidarietà alle persone che sono state oggetto di intollerabili e ingiustificate offese e accuse nel corso e a seguito dei fatti dello scorso 22 ottobre e, in particolare, al dirigente dottor Federico Massantini, responsabile dell’economato e del patrimonio dell’Ateneo». C’è una presa di posizione marcata sugli eventuali futuri blitz nelle proprietà universitarie.
Lo aveva detto in sede di comitato per l’ordine pubblico e ora il rettore Augello l’ha ribadito anche in casa sua: d’ora in avanti è opportuno che ci sia un dialogo preventivo tra forze dell’ordine e università. Nell’ex Gea fece clamore la presenza di un funzionario della Digos armato di pistola al momento dell’irruzione dopo che il 113 aveva ricevuto una chiamata dall’ateneo che segnalava un furto in atto. La delibera del Senato Accademico «fa sua la richiesta del rettore che ogni intervento delle forze dell’ordine compiuto nelle sedi universitarie, anche qualora ritenuto indispensabile per motivi di polizia giudiziaria, sia gestito con un maggiore e un più stretto collegamento fra le istituzioni, con particolare riguardo alle modalità di azione».
Pietro Barghigiani
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