Attenzione
«Burocrazia e rigidità bloccano il Parco»
Confcommercio e i balneari contro l’ente di San Rossore: mai un’apertura alle nostre richieste
PISA. Confcommercio attacca l'ente Parco di San Rossore. «La tenuta non deve essere più un ostacolo insormontabile, ma un motore di sviluppo e riqualificazione degli stabili». Lo chiedono 75 stabilimenti balneari del litorale e 40 rimessaggi d'Arno, «stanchi della burocrazia eccessiva, di norme troppo rigide e dell'inflessibilità dell'ente di fronte alle loro richieste». «Siamo i primi a voler difendere l'ambiente, ma crediamo che ci sia un'eccessiva rigidità del Parco – afferma Federica Grassini, presidente di Confcommercio Pisa -. Un terzo dell'indotto dell'economia pisana proviene dal lavoro di balneari e porticcioli d'Arno. Chiediamo una mediazione basata sul buon senso».
L'associazione di categoria denuncia “una normativa eccessivamente vincolante e rigida” e una “penalizzante richiesta economica necessaria per autorizzazioni a procedere a i piani di riqualificazione”. Altra nota dolente è l'annosa questione delle “strade bianche”, quelle strade che attraversano la riserva e conducono al litorale. Il problema dviabilità si ripropone ogni anno e a chi chiede di poterle aprire al pubblico per smaltire li pesante traffico che circonda il litorale, il Parco ha sempre posto motivi di tutela ambientale. Gli imprenditori vogliono discutere di viabilità e parcheggi e chiedono che il Parco valuti quelle opere prive di rilevanza edilizia, “contestate anche quando non determinano alcun danno permanente”. «Chiediamo di poter lavorare meglio e di più – aggiunge Fabrizio Fontani, presidente di ConfLitorale -. Serve un accordo concreto che affronti i vari problemi che tutti conosciamo».
Numerose le richieste provenienti dalla categoria del porticcioli d'Arno, tra cui: l'accoglimento di gran parte delle osservazioni presentate per l'approvazione della variante al piano di gestione del Parco; la definizione di regole ad hoc concordate per procedere a progetti di riqualificazione senza dover sottostare alla discrezionalità dell'ente, in modo da rendere uniforme il processo di riqualificazione dell'area; la realizzazione di parcheggi lungo il viale D'Annunzio, più vigilanza sul fiume e lotta all'abusivismo.
«I porticcioli d'Arno hanno 2000 posti barca, un'offerta tra le più grandi in Toscana, con imprese che contano 40 anni di attività – dice Emiliano Marchi, presidente Porticcioli d'Arno -. È il momento di investire in un progetto di riqualificazione. La vera difficoltà? L'atteggiamento del Parco».
Sharon Braithwaite
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