Il dolore
L’Incile va, Arno e Navicelli uniti
Sopralluogo al cantiere per il collegamento fiume-canale «L’apertura porterà grandi benefici a nautica e turismo»
PISA. «Quando le acque dell’Arno si uniranno con quelle dei Navicelli si formerà una sorta di grande isola pisana che va da Porta a Mare fino al litorale, delimitata dal mare, dallo Scolmatore, dall’Arno e dai Navicelli». Usa un’immagine assai efficace Giovandomenico Caridi, amministratore della Navicelli Spa, mentre osserva il cantiere dell’Incile, ovvero il canale che consentirà alle acque dell’Arno di mischiarci con quelle dei Navicelli, chiudendo così il circuito delle acque navigabili - dal porto di Boccadarno a quello di Livorno - con il tassello mancante. A sorridere, secondo i piani, dovranno essere sia il settore della nautica che quello del turismo.
I tempi. Sopralluogo ieri sul cantiere di Porta a Mare, dove le attività stanno proseguendo in linea con il cronoprogramma stabilito. Sono pressoché conclusi l’installazione e il collaudo delle porte vinciane: una fase decisiva del progetto, fondamentale per lo sbocco in Arno. I lavori (iniziati nel settembre 2014 e da concludere entro il 2016) sono finanziati dalla società Olt Offshore Lng Toscana (quasi 5 milioni di euro) nell’ambito dell’accordo sottoscritto tra Olt, Provincia e Comune di Pisa; sono gestiti dalla Navicelli Spa ed eseguiti dall’impresa Forti Spa.
La situazione del progetto. A fine luglio è stata portata a termine una serie di lavori: la rimozione dei fanghi di dragaggio, la bonifica del canale, l’eliminazione della vecchia “ghigliottina” (il manufatto arrugginito simbolo di un’opera prima distrutta dalla guerra e poi, una volta ricostruita, mai entrata in funzione), la manutenzione ed il ripristino della funzionalità del ponte girevole (che coincide con un pezzo di via 2 Settembre). Alla fine di settembre sono stati realizzati i muri di imbocco del canale e l’escavazione dello sbocco, compresa la predisposizione di due barriere, costituite da palancole, a presidio degli argini. Nei mesi di ottobre e novembre sono state installate le tre porte vinciane che regoleranno passaggio delle imbarcazioni e delle acque.
I prossimi passi. La realizzazione del nuovo ponte su via Livornese, che sarà più alto di oltre un metro rispetto all’attuale per adeguarlo agli altri ponti sull’Arno della zona, è tra le prime attività in programma. Durante le lavorazioni su via Livornese, la viabilità sarà dirottata su un percorso provvisorio, parallelo al ponte stesso, passante sopra il terrapieno già esistente (che sarà rinforzato) di separazione tra il canale dei Navicelli e l’Incile. Inoltre, verranno effettuati i lavori necessari alla sistemazione delle aree limitrofe a via Livornese.
Gli obiettivi. «Pisa volta un’altra pagina - ha dichiarato il sindaco Marco Filippeschi -. Il ricongiungimento del canale dei Navicelli all’Arno segna un altro riavvicinamento tra la città, il suo fiume, le sue vie d’acqua e il mare. Qualcosa che richiama la storia e tocca l’identità di Pisa. Questo avviene dopo il potenziamento del canale dei Navicelli per la cantieristica, con il ripristino del collegamento ferroviario alle porte, e in vista della realizzazione della foce armata dello Scolmatore. Il tutto mentre è aperto il porto turistico in foce d’Arno e c’è un progetto per il porto naturale della golena e per la navigabilità dell’Arno anche a finalità turistica. È un lavoro che ci aiuta a realizzare il futuro della nostra città».
La golena. L’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli aggiunge: «Con la realizzazione del nuovo Incile d’Arno si persegue anche l’obiettivo di riqualificare ulteriormente il quartiere di Porta a Mare dopo il recupero di ville urbane, quello dell’ex Sanac e le piste ciclabili». L’assessore ha annunciato il via libera del Demanio per il passaggio al Comune della proprietà delle aree della golena lungo via D’Annunzio dove si trovano i rimessaggi ed altre attività economiche e sociali. Per Olt erano presenti Silvano Calcagno, amministratore delegato; Franco Canepa, direttore dei lavori; Veronica Bianchi, responsabile del progetto. «L’Incile rappresenta per la Olt un progetto molto significativo - ha detto Calcagno - perché contribuisce alla realizzazione di opere con finalità socio-economiche per la comunità locale. Vorrei sottolineare che i lavori procedono in linea con il programma stabilito e che saranno ultimati entro il 2016».
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