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Pisa

Garanzie “tossiche”, esposto in Procura

Garanzie “tossiche”, esposto in Procura

Caso Sviluppo Navicelli, inchiesta interna su eventuali responsabilità. Anche da Bulgarella fidejussioni non valide

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PISA. Un esposto alla Procura per fare chiarezza sulla presentazione delle fidejussioni da parte della Sviluppo Navicelli Spa, fallita nell’aprile scorso, che nel 2009 e nel 2012 aveva prodotto garanzie firmate Union Credit Finanziaria Spa con due anomalie non secondarie: nel 2008 il ministero delle Finanze l’aveva cancellata dall’elenco delle società abilitate e nel 2009 era stata messa in liquidazione.

Garanzie fantasma. Garanzie fantasma quelle presentate dalla società che avrebbe dovuto trasformare la darsena pisana e che dopo l’operazione Ikea si è incagliata fino al default. Ora l’amministrazione, anche dopo la denuncia di Una città in comune-Prc, dà una stretta ai controlli interni e sposta sul tavolo della Procura gli accertamenti su eventuali responsabilità, sia comunali che della Sviluppo Navicelli, nella storia delle fidejussioni che almeno dal 2008 erano carta straccia.

Nessun controllo interno. Il silenzio sulla inconsistenza delle garanzie prestate dalla società fallita è stato stigmatizzato nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte l’assessore a bilancio e finanza, Andrea Serfogli, il direttore di Sepi, Claudio Grossi, il segretario generale, Marzia Venturi e il dirigente all’edilizia privata e attività produttive, Giuseppe Bacciardi. È di un’evidenza solare il mancato controllo del Comune sulla bontà delle fidejussioni presentate dalla Sviluppo Navicelli. Ma questa, è stato fatto notare, era la prassi fino al 2008, quando l’edilizia tirava e le imprese non avevano problemi. Con la crisi oltre ai lavori e alla tenuta finanziaria delle aziende è saltato anche il patto non scritto “non dirmelo, non te lo chiedo” sulla validità delle polizze. Bastava completare i lavori e il Comune non andava a mettere il naso sulle garanzie, né chiedeva conto sulla solidità delle società che rilasciavano le garanzie a costi più contenuti rispetto a banche e assicurazioni di primaria importanza.

Inchiesta interna. Il sindaco Marco Filippeschi ha inviato una direttiva al segretario generale Marzia Venturi con l’obiettivo di svolgere «controlli su fidejussioni legate a opere a scomputo e a oneri di urbanizzazione». Sono diverse decine le polizze messe sotto la lente dall’ufficio edilizia il cui dirigente sarà affiancato dal segretario generale. C’è da capire se le società sono ancora operative e se fanno parte degli elenchi autorizzati dalla Banca d’Italia. Il sindaco chiede «di valutare caso per caso se non vi siano gli estremi per una trasmissione degli atti alla Procura laddove per il Comune si prefiguri anche solo il dubbio di un danno in essere oggetto di una truffa». Ma gli accertamenti saranno estesi anche riguardo agli eventuali omessi controlli da parte dei responsabili degli uffici «che hanno acquisito e valutato i fascicoli depositati allo sportello unico delle attività produttive». Serfogli ha anticipato che d’ora in avanti non verranno più accettate fidejussioni presentate da soggetti ritenuti a rischio: «La preferenza in futuro sarà per garanzie bancarie e assicurative».

Sviluppo Navicelli. Ammesso al passivo per oltre 3 milioni di euro, il Comune sottolinea che il mancato adempimento della società nelle opere di urbanizzazione è un problema che potrà essere risolto anche se con tempi lunghi. «Chi comprerà all’asta avrà l’obbligo di fare i lavori» ha chiarito Serfogli.

Fidejussioni non valide di Bulgarella. Non solo la Sviluppi Navicelli aveva garanzie “tossiche”. La stessa società cessata nel 2009 aveva prestato una fidejussione inattiva anche per le imprese del gruppo Bulgarella. La ricognizione fatta dall’ufficio edilizia ha fornito questa situazione: «per i Frati Bigi la fideiussione a questo punto conta poco perché risultano effettuati quasi tutti i lavori a scomputo – spiegano a Palazzo Gambacorti»; le Torri di Cisanello (in questo caso la fideiussione è valida); Piazza del Terzo Millennio (stipulata con Union Credit, non valida), Colonia Regina Elena (stipulata con Medusa, risultata non valida). Gli uffici hanno chiesto la scorsa settimana ad Andrea Bulgarella la sostituzione delle polizze o il pagamento di quanto previsto dalle convenzioni. Attendono una risposta.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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