Sicurezza
Comizio della Lega, il questore chiede rinforzi: 200 agenti in più
Richiesta al Viminale per avere sabato uomini dei reparti mobili della Polizia o dei carabinieri Ancora incerta la presenza di Salvini. Gli antagonisti: «Giovani padani, vi veniamo a cercare»
PISA. Ancora non è decisa la piazza, si sa però che i giovani padani di Toscana non potranno festeggiare il loro orgoglio verde sotto Palazzo Gambacorti come avrebbero voluto. È certo però che a Pisa le forze dell’ordine si aspettano un replay (magari in scala) del format andato in scena a Bologna: da una parte un comizio dei leghisti, dall’altra la contro manifestazione di anarchici e antagonisti. Un polo caldo della protesta, che potrebbe accendersi di scontri e disordini. «Ci aspettiamo due piazze calde, certo, ma vorremmo che ognuno esprimesse la propria opinione in modo civile, senza reati. Noi però dobbiamo prepararci e per questo ho chiesto al Viminale di poter avere 200 uomini in più dai reparti mobili della Polizia o dai carabinieri», dice il questore Alberto Francini. Il capo della polizia a Pisa adotterà una strategia per tenere bassa la tensione. Non è un caso che ai movimenti di lotta per la casa (di cui fanno parte molti antagonisti) sia già stata concessa piazza XX Settembre, che la Lega avrebbe voluto come palcoscenico per mandare in onda sulle tv nazionali il loro no alle politiche di Palazzo Gambacorti, soprattutto sulla sicurezza e il degrado in città. Il segretario toscano del Carroccio Manuel Vescovi e la ras locale Susanna Ceccardi puntano tutto sulla presenza del leader. È ancora incerta la presenza di Matteo Salvini ma è chiaro che la temperatura dei possibili disordini si alzerà o abbasserà in base a questo. Un’incognita che per ora costringe la questura a congelare la scelta della piazza da destinare alla Lega, che avrebbe anticipato il suo presidio dalle 16 alle 14. «Sono due le possibilità - dice il questore Francini - o piazza della Berlina o piazza Mazzini». Esclusa, dunque, la possibilità che il Carroccio e i suoi vertici vengano obbligati a delocalizzare fuori città la tappa del tour elettorale, come successo mesi fa, quando Salvini e compagni si accontentarono di un albergo al Calambrone.
Questa volta però è tutto diverso. Negare alla Lega una piazza dopo Bologna potrebbe rivelarsi un autogol. Salvini avrebbe gioco facile nel denunciare un governo che, spaventato della sua ascesa politica, nega un palcoscenico pubblico per la paura di perdere consensi. La piazze, dunque, andranno gestite. Con o senza Salvini. L’unica tattica possibile è allontanare i poli. Più probabile, per la Lega, il comizio davanti a Palazzo Medici, dato che antagonisti e studenti si concentreranno dalle 13 in piazza Garibaldi. «A Pisa - scrive su Facebook il Collettivo universitario autonomo Pisa (Cua) - la Lega è una provocazione perché questa è una città dove un suo pezzo vivo conosce già i propri nemici». E poi, minacciosi, un avvertimento: «Ci vediamo sabato, Giovani Padani, ovunque vi nascondiate».
Mario Neri
Danilo Renzullo
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