Il dolore
Sventrano forziere rubati oro e gioielli
Colpo da 50.000 euro. La gang smura le inferriate alla finestra La proprietaria: «Non sappiamo più come salvarci dai furti»
VECCHIANO. Sono utili, ma possono non bastare. Invocate di recente anche dal prefetto Attilio Visconti come deterrente alle irruzioni dei ladri, le inferriate alle finestre sono di sicuro un ostacolo in più per i banditi. Utili anche se non risolutive. Perché alla fine c’è sempre chi dimostra di avere le capacità per rimuovere quell’ingombro senza farsi tanti problemi.
L’ultima dimostrazione arriva da via dell’Argine Vecchio dove i ladri, nel weekend, hanno concluso un colpo da almeno 50.000 euro, tra oro e gioielli, dopo aver smurato le inferriate a protezione di una finestra e sventrato la cassaforte con un flessibile.
Senz’altro una fatica in più che alla fine è stata ripagata da un bottino ingente composto da oggetti di valore, facili da piazzare attraverso i canali della ricettazione.
«Quando sono rientrata a casa non c’era uno spazio libero sul pavimento dove poter mettere un piede – racconta la proprietaria, che chiede di restare anonima –. Avevano messo a soqquadro ogni stanza. È stata una vera desolazione vedere la propria casa ridotta in quel modo».
L’abitazione era vuota da venerdì. La proprietaria, rientrata domenica sera, era uscita per un paio di giorni di relax.
Possono essere entrati venerdì sera o al massimo sabato. Per le modalità con cui si è svolto il raid, la banda era conoscenza degli spostamenti della signora. Quando sono stati sicuri che la casa era vuota hanno fatto partire il piano.
La prima tappa è stata quella di togliere le inferriate. Un lavoro che ha impegnato i banditi nel silenzio della via e senza richiamare l’attenzione dei vicini. Nessuno si è accorto del furto in corso e la gang ha proseguito la sua azione come da programma. Una volta sradicata la barriera in ferro è toccato alla finestra subire la forzatura grazie alla quale i ladri sono potuti entrare.
L’ingresso è stato agevolato dall’assenza di un sistema di allarme. «Mia figlia ce l’ha e hanno rubato anche lei» chiosa la signora tra rassegnazione e disincanto.
A quel punto è iniziato il giro delle stanze a caccia di soldi e preziosi.
«Non hanno risparmiato niente – prosegue la derubata –. Mobili, arredi, cassetti, tutto quello che poteva spostare o aprire è stato toccato e gettato in terra. Domenica sera ho aperto la porta e mi sono trovata davanti a una scena da incubo. Il pavimento era un campo di battaglia. Hanno rovistato dappertutto. Si sono fermati quando hanno trovato la cassaforte».
Il forziere è stato aperto con un flessibile. E anche questo aspetto conferma lo studio preventivo del bersaglio da colpire. La banda è arrivata con un equipaggiamento preciso per il colpo da compiere. Aveva una sufficiente certezza di imbattersi, per quantità e qualità, nella refurtiva che poi ha portato via. La cassaforte è stata ripulita di gioielli e argento per una valore stimato in circa 50.000 euro.
«Non vorrò mai più ori o gioielli – conclude amara la signora –. Hanno lasciato solo la bigiotteria. Sapevano bene cosa rubare. Neanche le inferriate sono servite. Non so proprio come possiamo salvarci». Sull'episodio indagano i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile.
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