La manifestazione
Italia e Germania il vertice si fa a Pisa
I ministri degli esteri Gentiloni e Steinmeier in Prefettura per parlare di migranti dopo il ricordo della strage nazista
PISA. I ministri degli Esteri di Italia e Germania si riuniscono a Pisa per parlare di Russia, Isis, Siria, Libia e migranti. L’occasione di un incontro in prefettura fra Paolo Gentiloni e il collega tedesco Frank Walter Steinmeier è la commemorazione del nuovo centro di documentazione sulla strage nazista del Palude di Fucecchio, inaugurato ieri a Ponte Buggianese, in provincia di Pistoia.
Dopo la cerimonia, i responsabile della Farnesina si è spostato a Palazzo Medici (con quattro ore di ritardo sulla tabella di marcia annunciata e con un cordone di 23 macchine fra scorta della polizia e auto blu del ministero) per un incontro bilaterale. Così, la prefettura pisana per un giorno è diventata la sede di un vertice sulle questioni più spinose che stanno attraversando il Medio Oriente e il Nord Africa. Gentiloni e Steinmeier infatti si confrontano anche sull’immigrazione.
La questione migranti del resto è ancora uno dei nodi più delicati nei rapporti fra l’Italia e il resto dei paesi Ue. «Non dimentichiamo, ma costruiamo il futuro insieme», dice Gentiloni a Ponte Buggianese ricordando le 175 vittime dell’eccidio del 23 agosto 1944. «Proprio la nostra memoria condivisa - aggiunge il ministro - è una porta sul nostro futuro, a cominciare dalla gestione dei flussi migratori verso l'Europa, dove, di nuovo, i due Paesi possono esprimere un sentimento comune che dica no agli spacciatori di paura e no alla diffusione dell'odio». Non la chiama mai in causa, ma sembra chiaro il riferimento alla Lega. E a Pisa prosegue il ragionamento: «I flussi migratori si governano solo se l'Europa riesce a sviluppare una politica condivisa, altrimenti questa situazione, che durerà per anni, non sarà facile da risolvere». «Dobbiamo prima di tutto ringraziare l'Italia per l'impegno profuso nelle politiche di accoglienza, anche per gli oneri che ha sostenuto finora - ammette il ministro tedesco - E per il futuro questi devono essere divisi in modo equo tra i Paesi europei. Ma c'è un bisogno urgente di definire un accordo con la Turchia nella gestione dei flussi».
Sulla situazione in Siria, invece, Gentiloni sembra aprire a Puntin: «La Russia potrebbe essere una parte del problema, ma anche parte della soluzione». Meno ottimista Steinmeier, secondo il quale «i politici non sono storici e devono proporre soluzioni politiche per il presente: ora la Russia è una parte del conflitto».
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