Finanza
Fidejussioni "tossiche", indagine interna del Comune
Garanzie non valide presentate anche dal gruppo Bulgarella
PISA. Il Comune di Pisa, con direttiva del sindaco Marco Filippeschi, ha aperto un’inchiesta interna per capire se gli uffici abbiano rispettato la normativa vigente riguardante le fidejussioni presentate da costruttori incaricati di svolgere lavori pubblici. L’istruttoria è stata affidata al segretario generale dell’ente, Marzia Venturi.
La decisione è stata presa dopo che il gruppo consiliare Ucic-Prc aveva denunciato l’emissione di fidejussioni “tossiche”, accettate dall’amministrazione, da parte di una finanziaria finita nella black list di Bankitalia già dal 2008 per conto di un consorzio di costruttori pisani. Un caso che potrebbe approdare presto alla Procura della Repubblica visto che, in una nota, il Comune precisa che “nei casi di infrazione delle regole (ad esempio, l’impresa presenta fideiussioni non buone o che diventano non buone nel corso del tempo senza avvertire gli uffici) sono previsti la denuncia alla Procura della Repubblica, la segnalazione all’Autorithy Anticorruzione (nel caso di omessa comunicazione della cessata attività) e l’individuazione di eventuali responsabilità interne”.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.12398918:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2015/11/06/news/fidejussioni-non-valide-per-la-sviluppo-navicelli-1.12398918]]
Il Comune precisa anche che le verifiche in corso riguardano “circa un centinaio di polizze fideiussorie”, ma l’ente si dice “convinto di non perdere niente” perché “se una fideiussione risulta (per vari motivi) non escutibile, l’amministrazione chiede innanzitutto all’impresa di sostituirla con una valida e in caso di inadempienza può rifarsi sul patrimonio immobiliare dell’impresa stessa”. E se fallisce, come accaduto appunto alla Sviluppo Navicelli (fideiussioni non escutibili), “il Comune si è mosso col Tribunale facendosi inserire fra i creditori”.
Anche il gruppo di Andrea Bulgarella, il costruttore indagato dalla Dda di Firenze per presunte infiltrazioni mafiose nella finanza, ha presentato due fideiussioni “tossiche”, e quindi non valide, al Comune di Pisa. Lo rivela l’amministrazione precisando che “gli uffici hanno richiesto la sostituzione delle polizze o il pagamento del previsto, essendo il suo gruppo del tutto operativo”.
“Le imprese del gruppo Bulgarella - prosegue la nota - risultano al momento debitrici per Imu e Ici non ancora pagate per circa 4,2 milioni di euro e sono state avviate le procedure per il recupero. Altre voci sono in corso di quantificazione considerata la complessità, ma per tutte sono stati attivati accertamenti, decreti ingiuntivi e ogni atto utile”. Il costruttore finito sotto inchiesta ha presentato fideiussioni non valide, conclude il Comune, “per il progetto della Piazza del Terzo Millennio (stipulata con Union Credit) e per la ristrutturazione di un’ex colonia (stipulata con Medusa) sul litorale pisano”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
