Il Tirreno

Pisa

Borse di studio, scovati 275 furbetti dell’Isee

di Mario Neri
Borse di studio, scovati 275 furbetti dell’Isee

Conclusa la verifica della Regione sugli studenti universitari: il 6,5% irregolare, 136 rischiano di dover restituire fino a 8 mila euro

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PISA. Dovranno restituire tutti i soldi della borsa di studio, pagare alla Regione tutti i pasti gratuiti consumati a mensa e la quota per il posto letto nello studentato. E per aver bluffato, dovranno anche saldare una multa salatissima, la pena per aver truccato le carte, taroccato la dichiarazioni ed aver ottenuto ingiustamente l’esenzione o un sostanzioso sconto sulle tasse universitarie.

Sono 275 i “furbetti” dell’Isee, gli universitari di Pisa che l’anno scorso, al momento delle iscrizioni, presentarono dichiarazioni sostitutive della condizione economica e patrimoniale irregolari. Secondo l’indagine dell’Azienda regionale per il diritto allo studio, chiusa ieri con la seconda tranche di verifiche, il 6,5% dei vincitori di borse di studio non meritava le agevolazioni ricevute. Un piccolo record, visto che a Firenze il tasso di evasione si attesta sul 3,7%.

È il risultato di un monitoraggio sui requisiti economici di 4.192 persone iniziato a novembre scorso, più o meno l’80% di chi ottenne gli sgravi. Ogni anno infatti a Pisa vengono assegnate circa 6.000 borse, per le quali la Regione stanzia più di un terzo dei 12 milioni di euro investiti in Toscana. Fino a quattro anni fa, le indagini riguardavano il 20% dei beneficiari, un campione troppo ristretto. Le verifiche funzionavano ma senza essere davvero efficaci. Per dare un colpo drastico all’evasione il presidente dell’Ardsu, Marco Moretti, ha chiesto uno sforzo ulteriore e ridisegnato regole e valori delle sanzioni per chi sgarra.

Sono 139 gli studenti che saranno costretti a restituire parte di ciò che hanno ricevuto perché le loro dichiarazioni si sono rivelate “sgonfiate” rispetto alla reale situazione economica della famiglia ma meritevoli di uno sgravio; 136 invece i “falsari” dell’Isee, gli studenti che se non avessero barato non avrebbero mai ottenuto la borsa. La Regione li segnalerà all’autorità giudiziaria ma soprattutto chiederà loro indietro i soldi. Secondo il regolamento, l’esenzione scatta con un Isee inferiore ai 19 mila euro, e le borse venivano assegnate a fasce (da 0 a 8.500, da 8.500 a 11 mila, da 11 mila a 19 mila euro).

Adesso chi ha falsificato le dichiarazioni non solo dovrà restituire il valore della borsa, ma anche il costo dei pasti gratuiti consumati a mensa e quello per l’alloggio goduto. Ma soprattutto sommare il tutto ad una sanzione calcolata in proporzione alla differenza fra il reddito dichiarato e quello reale. «La sanzione più alta vale 5.000 euro - spiega Paola Masoni, dirigente del Dsu pisano - in alcuni casi la borsa arriva a 2 mila. Se a queste si aggiungono le quote per la mensa e il posto nella residenza universitaria, la somma da rimborsare potrebbe arrivare anche ad 8 mila euro».

Ecco alcuni esempi. Un pendolare della fascia più bassa dovrà restituire 2.030 euro di borsa e pagare 2.760 euro di multa; un fuori sede 1.600 per la borsa e 3.000 per la sanzione. Consolatevi: la multa potrà essere decurtata di due terzi se saldata entro 60 giorni. In ogni modo, una stangata, la pena per aver tentato di truffare un sistema che mira a concedere aiuti a chi davvero ne ha bisogno. «Per alcuni dispiace - dice Masoni - perché hanno consegnato Isee sbagliati di poche centinaia di euro. Lo hanno fatto in buona fede, magari dimenticandosi di inserire i guadagni di una lavoretto estivo».

Sedici gli studenti ancora nel “limbo”, le cui situazioni sono sospese, sbloccabili riconsegnando documenti mancanti. Ma come avvengono le verifiche? «Semplice, si incrociano i dati Isee con le banche dati dell’Agenzia delle Entrate e del Catasto - spiega Masoni - Finora non potevamo verificare i depositi e conti correnti». Con il nuovo Isee, quello che gli studenti sono convinti abbia fatto perdere migliaia di borse “sane”, invece anche quelli saranno in chiaro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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