Il Tirreno

Pisa

Furto con danni in casa del consigliere Landucci

Forzata una porta-finestra per rubare una trentina di euro. Stanze a soqquadro «Siamo vulnerabili, c’è un problema di comunità: ognuno è chiuso nel suo guscio»

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PISA. Più violati che derubati. Nel bollettino quotidiano delle vittime dei furti in casa finisce anche il consigliere comunale del gruppo misto, Stefano Landucci, 48 anni, civatiano, ex Pd. Sabato pomeriggio nella sua abitazione nel quartiere San Giusto i ladri sono fuggiti con una trentina di euro lasciandosi alle spalle i danni provocati per entrare. E, soprattutto, quella ferita che resta in chi subisce un’intrusione in casa.

«Per loro è stato un bottino magro, per noi la scocciatura di sentirsi vulnerabili» esordisce l’esponente politico.

Nel raid i banditi hanno visitato ogni stanza, dalla cucina alla sala, fino alle camere da letto. La sequenza di immagini di vestiti gettati sul pavimento, armadi aperti, i cassetti rovesciati con il contenuto in ordine sparso fa più male del furto in sé. Sapere che quegli oggetti sono stati toccati da estranei rende la violazione ancora più sgradevole.

Con quello di sabato è il terzo furto che Landucci subisce da quando abita a San Giusto dopo le precedenti visite nel 1999 e nel 2006.

I ladri si sono arrampicati fino al primo piano arrivando alla terrazza del condominio che ospita 8 appartamenti su 4 piani. Qui hanno provato a rompere la porta-finestra, ma i vetri antiproiettili hanno fatto il loro dovere. E così hanno ripiegato sulla forzatura degli infissi. Entrati in cucina hanno messo sottosopra arredi e mobili fino a trovare 30 euro nel portafogli di uno dei figli di Landucci. Fine del bottino.

Il consigliere comunale si è accorto del furto intorno alle 19,30. «Sono passati dal retro – prosegue –. Con ogni probabilità sono entrati quando ha fatto buio. Mio figlio è andato via alle 16,40 ed era tutto regolare».

In casa non c’erano oggetti preziosi da rubare e i ladri si sono accontentati di pochi euro. Dell’episodio si è occupata la polizia con un primo sopralluogo durante il quale è stato chiesto se qualcuno aveva sentito o visto persone estranee in zona. Niente di niente.

Landucci («sono convinto che la sicurezza si fa con le forze dell’ordine») ha postato sul profilo Facebook due foto che raccontano il passaggio dei malviventi con un breve sfogo preceduto da un ringraziamento per la solidarietà ricevuta: «Il poliziotto mi ha chiesto “è possibile che i suoi vicini non abbiamo visto e sentito niente? Vedendo la dinamica è difficile. Credo che oltre ad un problema di sicurezza (reale vi assicuro!) ci sia anche un problema di "comunità". Ma in realtà è purtroppo così. Ognuno è chiuso nel suo guscio. Resta il fatto che è brutto sentirsi "aggredibile" però mi sembrava utile allargare la riflessione. Riappropriamoci del senso di comunità».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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