Il Tirreno

Pisa

Turisti fai da te? Ahi ahi Il giudice li condanna

di Antonio Scuglia
Turisti fai da te? Ahi ahi Il giudice li condanna

Due pisani in Kenya non seguirono le indicazioni dopo un ritardo dell’aereo chiedevano il risarcimento, invece dovranno anche pagare anche le spese legali

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PISA. Tempi grami per chi vuole andare in vacanza. Per le restrizioni, le scomodità, gli oggettivi pericoli (basti pensare alla situazione attuale in Egitto), e... anche per le vertenze legali per i disservizi che, diversamente da qualche tempo fa non sempre vanno come si vorrebbe.

Anche i giudici infatti tendono sempre più a pretendere che i clienti delle agenzie di viaggio, se vogliono essere tutelati, a loro volta si comportino in modo assolutamente ortodosso. Una sentenza indicativa in questo senso porta la firma del giudice di pace Wrmanno Sanzo e riguarda la richiesta di risarcimento per «danno da vacanza rovinata» intentata da due turisti pisani a un tour operator ed una compagnia aerea. La ditta era difesa dall'avvocato Guido Olivetti di Milano e dai pisani Gabriele Santoni e Agostino Paoli), la compagnia aerea da Massimo Giordano, Enrico Scialoja e Francesca Del Carlo e rappresentata a Pisa dall'avvocato Simone Battaglini.

I due turisti, dopo essere partiti per la Tanzania si erano dovuti fermare in Kenia a causa di problemi all'aereo, che riprendeva il viaggio solo il giorno successivo. I due quindi decisero di raggiungere la Tanzania autonomamente, prendendo un bus e staccandosi dal gruppo. Ma proprio questa decisione ha causato la sentenza sfavorevole emessa dal giudice Ermanno. «La responsabile del tour operator, - annota il giudice - raggiunta telefonicamente, aveva loro consigliato di seguire le istruzioni loro impartite dal vettore, senza tentare il "turismo improvvisato". Tuttavia, gli attori non ascoltarono alcun consiglio e decisero per proprio conto di raggiungere la destinazione stabilita». Quanto lamentato dai due turisti «è stato solo un disagio che tuttavia la Compagnia aerea ha cercato di alleviare ospitando i passeggeri al meglio per una notte e quindi provvedendo a portarli a destinazione n tempo per partecipare alle operazioni previste dal pacchetto turistico». Quindi non solo i due pisani non hanno ricevuto i 2500 euro di risarcimento richiesti, ma dovranno anche pagare 1500 euro di spese legali.

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