Attenzione
Slogan colorati contro il silenzio
Per contrastare l’iniziativa delle Sentinelle in piedi i pastafariani e i movimenti gay hanno sfilato in centro
PISA. Libri contro cartelli. Slogan contro silenzio. Un corteo contro una veglia. E poi un “muro” di forze dell’ordine, schierate in assetto antisommossa e con due blindati per impedire il passaggio, quasi a voler approfondire quel solco che divide le Sentinelle in piedi dalla vasta rete di collettivi che ieri sono scesi ancora una volta in piazza.
I primi per la difesa della famiglia tradizionale, gli altri per affermare la libertà di ognuno ad amare una persona in quanto tale e non perché appartenente ad un genere. Il format è sempre lo stesso, la location anche. Piazza San Francesco fa ancora una volta da sfondo alla silenziosa protesta delle Sentinelle in piedi, accompagnata, come da copione, dalla contro-protesta della rete gay, condita questa volta dalla presenza degli adepti della Chiesa Pastafariana Italiana, una comunità che attraverso la santificazione di tagliatelle, rigatoni e tortellini vuole affermare la «libertà dell’individuo, la tolleranza e il rispetto reciproco».
Disposti in file, circa ottanta aderenti al movimento che si batte per la difesa della famiglia naturale hanno inscenato per la terza volta a Pisa una veglia. Nessun simbolo, nessuna bandiera. Un libro in mano che per circa un’ora hanno letto e sfogliato. Fermi, quasi a voler denunciare l’immobilismo della società di fronte ai tentativi di «equiparare le unioni civili fra persone dello stesso sesso al matrimonio». In silenzio, per affermare «il diritto del più debole - il bambino - a non essere considerato un oggetto fabbricabile e commerciabile. Per dire sì al diritto di ogni bambino di crescere con un papà ed una mamma, per dire sì al primario diritto dei genitori nell'educazione dei figli».
Una manifestazione statica per ribadire la contrarietà «ad ogni discriminazione e violenza e dire no al ddl Cirinnà che, equiparando le unioni tra persone dello stesso sesso al matrimonio, spiana la strada alla pratica dell'utero in affitto e alla conseguente compra-vendita di bambini e allo sfruttamento delle donne». Alla protesta delle Sentinelle si aggiunge la richiesta al consiglio comunale del “Comitato famiglia scuola educazione” di non approvare il progetto di rilancio di un nuovo registro delle unioni civili, denunciando «la finalità puramente propagandistica dell'iniziativa» ed invitando il Comune «ad affrontare e risolvere i veri problemi della città».
Al silenzio di una piazza surreale, si oppongono i cori, gli slogan e gli sfottò dei circa 150 contro-manifestanti riuniti a pochi metri di distanza per contestare quella che definiscono una veglia «clerico-fascista».
Barbe incolte intrise di rossetto si mescolano e si confondono ai volti femminili “ornati” da finti baffi. Le parrucche, gli abiti provocanti e i colori sgargianti diventano strumenti per rivendicare i diritti di gay, lesbiche e trans. «Per la terza volta, Pisa, città tollerante, universitaria e meticcia, risponde a queste provocazioni», sottolineano i manifestanti mentre reggono cartelli ironici e intonano cori e slogan contro le Sentinelle, ma anche contro la polizia che ha praticamente blindato la piazza.
«Una città aperta e antifascista - proseguono - che crede nei valori delle differenze». Tra loro anche una delegazione del Partito comunista dei lavoratori e una colorata - quanto particolare - presenza di una ventina di pastafariani, riuniti in piazza Alessandro D'Ancona per il flash mob “Tagliatelle in piedi”, ironica risposta a quello delle Sentinelle. Abiti da pirati e scolapasta in testa («è il nostro sacro copricapo», spiegano), hanno distribuito piatti di tagliatelle, rigatoni e tortellini. «È il nostro modo per affermare il modello di famiglia pastafariana – spiega l’adepta “Capitan Sandokan, Frescova della Pannocchia livornese” - composta da un numero x di persone di ogni genere ed orientamento sessuale che si amano e si vogliono bene». Il presidio si è poi trasformato in corteo. Voltate le spalle («e non solo», precisano i manifestanti) alla veglia delle Sentinelle, i manifestanti hanno sfilato lungo via San Francesco e Borgo Stretto, per poi riunirsi in piazza XX Settembre per chiedere «a sindaco e consiglio comunale di prendere una posizione di contrarietà rispetto alle opinioni manifestate dalle Sentinelle e dichiarare l’appoggio ai soggetti lgbtqi».
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