Il Tirreno

Pisa

In quattro mesi identificato un pisano su 4

di Mario Neri
In quattro mesi identificato un pisano su 4

Da giugno a settembre 909 controlli al giorno Il sindacato di polizia: «Impossibile, dati gonfiati»

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PISA. Un cittadino della provincia su quattro identificato in quattro mesi, una media di 909,8 persone controllate ogni giorno, 37 individui passati ai raggi x durante i posti di blocco, negli aeroporti, nelle stazioni, sui treni, nelle fasi di arresto, negli sgomberi o semplicemente nei controlli anti movida o in quelli per il contrasto al commercio abusivo. Una mole enorme di lavoro.

A guardarli così, i numeri registrati dai report mensili forniti dalle forze dell’ordine alla Prefettura (carabinieri, finanza, polizia, forestale, Polfer, Polaria) raccontano di un esercito di uomini schierati sul territorio. Quasi una sorveglianza “totale”. Sono dati aggregati dai mattinali che ogni giorno le forze di polizia consegnano a Palazzo Medici.

Dovrebbero comprendere anche le semplici verifiche sulla patente ai posti di blocco, spiegano dalla Prefettura. E se è così, altro che organici ridotti all’osso e carenza di pattuglie sulle strade della provincia. Secondo i dossier mensili, da inizio giugno a fine settembre, fra Pisa e provincia sono state identificate 110.999 persone, praticamente un quarto della popolazione del territorio. Sono circa 420 mila i residenti presenti sul territorio.

«Un’enormità di controlli difficilmente spiegabile - dice Claudio Meoli, segretario pisano del Silp, il sindacato di polizia della Cgil - L’unico modo per giustificare quei numeri mi sembra quello di considerare che fra le persone “identificate”siano stati inseriti i dati relativi a tutti i passeggeri che passano alle dogane dell’aeroporto».

Anche presi mese per mese, i controlli disegnerebbero uno schieramento di forze dell’ordine monstre: 28.354 a giugno, 25.959 a luglio, 31.626 ad agosto, 25.060 a settembre. Numeri che sembrerebbero quasi dar ragione al ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ha appena negato a Pisa un aumento degli organici. Proprio due giorni fa infatti il sindaco Marco Filippeschi si è infuriato con il titolare del Viminale per la mancata assegnazione di parte del nuovo contingente che a breve il ministero distribuirà sul territorio nazionale: 640 giovani leve della polizia verranno smistate in ventisette città del Paese. Fra queste, anche alcune toscane come Prato e Lucca, moltissimi centri paragonabili per caratteristiche demografiche a Pisa, ma non la città della Torre, che proprio nelle ultime settimane vive un’escalation di violenza e nonostante sia riconosciuta, per la dimensione turistica e metropolitana che la caratterizza, come un’«anomalia» anche dal Patto speciale per la sicurezza da poco rinnovato dal governo Alfano. «Non sarà che qui numeri sono gonfiati?», si chiede Meoli del Silp. «I cittadini è bene sappiano che fra città e provincia ci sono solo 340 poliziotti, Firenze ne ha 600». Ma allora come si spiega l’escalation di violenza? Sembrano più congrui i dati sui posti di blocco (447 in quattro mesi) e soprattutto gli arresti (221 in quattro mesi, una media di 55 al mese messi a segno da tutte le forze del’ordine). Non un caso che i carabinieri ad ottobre, da soli, ne abbiano eseguiti 67. Insomma, l’emergenza c’è. A dispetto dei numeri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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