La protesta
Il Siulp: «L’aumento delle forze dell’ordine non deve essere rimandato di continuo»
«L'esigenza di potenziare il numero delle forze dell'ordine a Pisa a partire dalla polizia non può più essere procrastinata». È l’appello di Vito Giangreco, segretario provinciale del Siulp, secondo...
«L'esigenza di potenziare il numero delle forze dell'ordine a Pisa a partire dalla polizia non può più essere procrastinata».
È l’appello di Vito Giangreco, segretario provinciale del Siulp, secondo il quale «Pisa presenta a tutti gli effetti la connotazione socio-economico-politico-culturale di una metropoli, ma puntare tutto e solo sull'aumento dell'organico per risolvere il problema appare riduttivo». Per il sindacalista se da un lato l’aumento degli organici è un modo per effettuare un più incisivo controllo del territorio e un'azione di contrasto alle varie forme di criminalità esistenti, dall'altro «riteniamo che la chiarezza di responsabilità sia essenziale per interventi sistemici e non occasionali». Per Giangreco «il contributo di sindaco e di altre figure locali in tema di sicurezza urbana, di illuminazione, di regolamenti urbani, di videosorveglianza, di contrasto al disordine urbano, come di gestione di fenomeni sociali come la movida, ad avviso del Siulp-Pisa diventa importantissimo per prefetto e questore, le sole figure competenti ai quali è affidata la responsabilità, al fine di garantire ordine e sicurezza pubblica quale precondizione per l'esercizio delle libertà e dei diritti di tutti i cittadini pisani». Il Siulp Pisa stigmatizza il fatto che il tema della sicurezza sia divenuto strumento di attacchi politici, «di esternazioni dettate da esigenze politiche e propagandistiche che finiscono spesso per creare polveroni e confusione tra realtà e legalità». Infine, l’invito al deputato Paolo Fontanelli «politico esperto, navigato ed attento alle esigenze della città, chiedendo di insistere in ciò che sta facendo, tralasciando, se possibile, gli aspetti organizzativi interni che competono ad altre figure ed intervenire, grazie al suo ruolo, nelle sedi competenti per ridisegnare un quadro normativo che spesso vanifica gli sforzi delle forze dell'ordine».
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