Toscana
Carabinieri eroi salvano aspirante suicida
Giovane voleva buttarsi dal Ponte di Mezzo. Placcata da un militare e dal comandante provinciale dell’Arma libero dal servizio
PISA. Uno l’ha distratta, l’altro l’ha afferrata per toglierla dal parapetto sul quale era salita, dando le spalle all’Arno, in un tentativo di suicidio annunciato con il gesto e mai spiegato a parole.
Gli angeli custodi di una 23enne, originaria del Molise, che minacciava di lasciarsi cadere nel fiume, si sono materializzati alle 17,15 di ieri.
Un brigadiere dell’Arma, Alessandro Buratti e il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Andrea Brancadoro, libero dal servizio, con un piccolo stratagemma l’hanno tolta da quella posizione pericolosa affidandola alle cure del personale della Misericordia di Pisa.
Un salvataggio avvenuto davanti a centinaia di persone rimaste ad assistere a una scena che per luogo e orario si è trasformata in un teatro a cielo aperto in cui era in corso la rappresentazione di un dramma.
La giovane, tuta nera, piumino verde e scarpe da tennis, si appoggiava con la mano sinistra al cartello della segnaletica stradale. Sguardo spento, quasi in uno stato catatonico. Da quando è salita sono passati alcuni minuti e intorno si è creata una piccola folla. Qualcuno tirava dritto, tanti si sono fermati. Sul posto sono arrivati i carabinieri del radiomobile e a seguire dalla centrale operativa del 118 hanno inviato un’ambulanza della Misericordia di Pisa. In pochi istanti sono arrivati sulla scena anche i vigili del fuoco, la polizia e i vigili urbani. Una psicologa ha cercato di stabilire un contatto con la giovane che, però, non mostrava alcun interesse al dialogo. Ogni tanto muoveva qualche passo facendo temere una possibile perdita di equilibrio. Il confronto è andato avanti per diversi minuti. Un “corpo a corpo” dialettico stagnante fino a che non si è deciso di intervenire. Si è trovato a passare in zona, in borghese, il colonnello Brancadoro. Si è avvicinato alla ragazza dopo aver concordato con il brigadiere Buratti il piano per chiudere in breve la vicenda. L’ufficiale ha attirato l’attenzione dell’aspirante suicida e quando la giovane ha distolto lo sguardo l’ha afferrata per le gambe. Nello stesso momento il comandante dei carabinieri le ha bloccato le braccia trascinandola a terra. Una sequenza di attimi che ha chiuso il pericolo di una caduta in Arno.
La giovane, in stato confusionale, non aveva documenti con sé. Alcuni dati sono stati raccolti da un’agendina. Dopo un passaggio in caserma è stata portata a Cisanello per il ricovero in psichiatria. Sempre in silenzio o quasi. Muta e in compagnia dei suoi demoni, quelli che l’hanno portata sul Ponte di Mezzo. Una solitudine che ha avuto una felice eccezione con i due carabinieri che si sono occupati di lei salvandole la vita.
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