Cade da letto e si frattura anca pronta la causa contro l’Aoup
PISA. Chiede un risarcimento danni all’ospedale per la caduta del nonno dal letto e dopo un primo no dell’Aoup si affida ai legali della Federconsumatori. Il protagonista è Agostino Maglioni, 90enne,...
PISA. Chiede un risarcimento danni all’ospedale per la caduta del nonno dal letto e dopo un primo no dell’Aoup si affida ai legali della Federconsumatori.
Il protagonista è Agostino Maglioni, 90enne, ma a nome suo parla il nipote, Marco Lupetti che ha deciso di rendere pubbliche le vicissitudini del parente dopo che l’Azienda ospedaliera gli ha scritto per informarlo che «non ha ravvisato profili di responsabilità dell’ente, né dei sanitari in merito a quanto lamentato». L’accusa all’ospedale è di non aver accudito il nonno con l’attenzione che il caso avrebbe richiesto.
Ci sono stati due ricoveri per Maglioni al pronto soccorso. «Al secondo ricovero – scrive Lupetti – la situazione era ben più grave, non era pienamente vigile quando viene portato via da casa e arriva nei corridoi del pronto soccorso in uno stato soporifero evidente tanto che nella confusione generale che si respira quando si entra in quegli spazi fui io stesso a chiamare un’infermiera per capire se un uomo che sembrava quasi morente fosse il caso di lasciarlo lì».
Durante la degenza, l’anziano cade dal letto, si frattura l’anca e deve essere operato. Un aggravio pesante in un quadro clinico già precario.
«L'operazione riesce grazie alla forte fibra del paziente e si torna in Neurologia – prosegue Lupetti –. Purtroppo improvvisamente quattro forti attacchi epilettici distruggono molte speranze e si passa in un reparto, quello della Rianimazione, che non è certo un'isola felice. Si prosegue così fino alla dimissione che avviene in un modo così non programmato che un uomo allettato per il 90% della giornata, cateterizzato, con pannolone e ancora non in se viene mandato a casa senza attivare alcun servizio di ausili, un ciclo di fisioterapia e neanche l'assistenza domiciliare». Per il nipote «ci sono ampi profili di responsabilità individuabili nell'ente, nel personale e nella gestione aziendale. La stessa dottoressa Pizzanelli di reparto dichiarava per scritto pochi giorni dopo alla caduta che il Maglioni non era in grado di gestire a se stesso, la pratica inusuale sottolinea ancor di più le gravi mancanze che vi sono state. Le sbarre di contenimento del letto della caduta non erano adeguate per loro conformazione alla situazione come per altro la stanza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google